Editoria, New media, Pubblicità, Televisione

29 dicembre 2016 | 17:45

VR, contenuti video e portali per intercettare nuove audience. Dove investono le principali media company e i social? (INFOGRAFICHE)

Dalla realtà virtuale all’advertising technology passando per la televisione pensata per gli amici a quattro zampe. Il sito della Columbia Journalism Review ha passato in rassegna i più importanti investimenti e le principali acquisizioni messe a segno negli ultimi anni da 15 tra le più grosse media company e social network, per capire come si sono mosse e come hanno impostato le loro strategie di sviluppo per il futuro.

A cominciare dal 2010 ad oggi, nota il sito, mentre il numero delle acquisizioni e degli accordi conclusi dalle singole compagnie varia in modo significativo, il tema comune resta la diversificazione che ha portata alcune società a investire in settori completamente diversi da quello in cui operano tradizionalmente, come ad esempio testimonia la scelta di Google, Hearst o Verizon di investire in campo medico, finanziando attività che spaziando dalla raccolta dati alla ricerca sull’allungamento delle prospettive di vita.

(Settori e numero degli investimenti effettuati dalle 15 società considerate)

Guardando nello specifico alle mosse degli operatori tv (Verizon, Comcast, Discovery, Time Warner e Disney), il 13% degli investimenti effettuati si è orientato verso compagnie attive nell’ambito dei contenuti video. Nel 2012 ad esempio Disney ha acquisito LucasFilm di George Lucas, creatore di Stra Wars, e successivamente ha investito 750 milioni di dollari in Hulu, servizio streaming di tv e film. Tra gli altri settori su cui hanno scommesso interessante lo spazio dedicato all’ecommerce. Al momento il settore rappresenta solo il 7% della torta, ma ultimamente sta riscuotendo una certa attenzione, come testimoniano i 220 milioni di dollari investiti da Comcast in Istacart, servizio online di spedizioni dedicato ai prodotti alimentari.

(Investimenti e acquisizioni di Verizon, Comcast, Discovery, Time Warner e Disney)

Anche per gli editori l’ecommerce rappresenta un settore di particolare interesse. Guardando a quanto investito da compagnie come Hearst, tronc, The Washington Post Company, News Corp, The New York Times Company e Gannett e al numero degli accordi da loro conclusi, circa la metà di questi riguardano, oltre all’ecommerce appunto, l’advertising technology e la ricerca di nuove audience, con realtà come BuzzFeed, Mashable e Business Insider che sono state tra le maggiori beneficiarie di queste scelte.

(Investimenti e acquisizioni di Hearst, tronc, The Washington Post Company, News Corp, The New York Times Company e Gannett)

Passando poi ai social network, la ricerca ha preso in considerazione gli investimenti di Facebook, Google, Twitter e Snapchat. Tra questi più di 100 accordi, per la precisione 111, riguardano lo sviluppo di nuovi prodotti, con un’ampia gamma di specializzazioni che vanno dalla sicurezza informatica, ai motori di ricerca fino alle tecnologie di riconoscimento facciale e della voce.

(Investimenti e acquisizioni di Google, Facebook, Twitter e SnapChat)