Il budget media di Tim verso Havas Media Group. Superata la concorrenza di Maxus e Omnicom

Tanto tuonò che piovve. Il budget media di TIM sarebbe andato ad Havas Media Group, che si sarebbe aggiudicata la consultazione a cui prendevano parte anche l’uscente Maxus e Omnicom Media Group. La notizia non è ancora ufficiale, ma già in ambiente concessionarie (dove ovviamente si muovono per tempo per le pianificazioni 2017) è diffusa la consapevolezza che oramai è la centrale media guidata da Stefano Spadini l’interlocutore giusto, quello a cui fare riferimento.

Il pitch, avviatosi a settembre, aveva avuto una fase di rallentamento. Molti davano per scontato un prolungamento di qualche mese dell’accordo con la centrale di GroupM che segue il gigante della comunicazione che ha come azionista principale il gruppo Vivendi (di cui è ceo Vincent Bollorè). Ma poi, quasi in coincidenza della fase più calda della scalata di Vivendi a Mediaset, c’è stata l’accelerazione ed è quindi arrivato l’esito del processo di gara.

Stefano Spadini, ceo di Havas Media Group Italia

Il consistente budget TIM – secondo i rumors- va a rafforzare Havas Media Group, società direttamente controllata dalla famiglia del finanziere bretone e guidata dal figlio Yannick. Un colpo notevole per la struttura guidata da Spadini, che rimpolpa di quasi un centinaio di milioni ancora l’amministrato già in crescita dell’agenzia. Il prossimo anno, oltre tutto, gli investimenti dell’operatore telefonico saranno sicuramente molto più consistenti di quelli fatti nei dodici mesi appena conclusisi. Ci sarà da fronteggiare Vodafone – per stare solo alle telecomunicazioni mobili – e poi la concorrenza del nuovo player 3/Wind, ma anche la concorrenza in arrivo di Iliad.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Amazon, la Commissione europea indaga sull’utilizzo dei dati ecommerce

Pagamenti contactless anche con cellulari Android. Google Pay sbarca in Italia

Privacy, Facebook ha trattato con le banche per avere i dati degli utenti