02 gennaio 2017 | 15:45

Se l’obiettivo di Vivendi è quello di paralizzare la governance di Mediaset è un problema. Il ministro Calenda ribadisce che al governo non sono piaciute le modalità dell’operazione e ammonisce: pronti ad affrontare il nazionalismo economico

“Non ci sono piaciute le modalità dell’operazione” con cui Vivendi ha tentato di scalare Mediaset. Lo spiega il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, in un’intervista oggi al ‘Corriere della Sera’.

Carlo Calenda (foto Olycom)

Interpellato in merito alle grandi imprese straniere che starebbero puntando i campioni del Made in Italy, Calenda replica: “gli investimenti esteri portano crescita ma dovremo essere pronti a una tutela più assertiva degli interessi e degli asset economici nazionali strategici nei confronti di partner, anche europei, che spesso usano in modo più coordinato e aggressivo di noi il sistema Paese”.

“Su Mediaset abbiamo deciso di operare con la moral suasion”, prosegue Calenda, secondo cui, “se l’obiettivo” di Vivendi fosse “quello di paralizzare la governance dell’azienda”, questo sarebbe “un problema”.

“Vediamo cosa diranno la Consob e l’Autorità sulle comunicazioni”, conclude il ministro, secondo cui l’Italia, “non deve abbracciare il nazionalismo economico, ma neanche essere impreparata ad affrontarlo”.

Intanto, secondo il ‘Corriere’, un “nocciolo di soci italiani” sarebbe pronto a schierarsi al fianco di Mediaset, “un gruppo di azionisti con un 15-20% del capitale” che potrebbe aiutare la famiglia Berlusconi a raggiungere il 51%.

“Per arrivare al 51% io spero che quei comitati per la difesa dell’italianità di Mediaset possano portarci a contare sul voto di circa il 20% delle azioni che sono nelle mani di differenti azionisti”, aveva spiegato Silvio Berlusconi il 21 dicembre scorso alla presentazione del libro di Bruno Vespa.

Mentre Vivendi, infatti, è salita al 29,77% dei diritti di voto, Berlusconi si è portato al 39,7%, ma non può, spiega il Corriere, “incrementare la quota di Fininvest fino al prossimo aprile senza dovere lanciare un’opa”.

Ulteriori dettagli sulla vicenda potrebbero arrivare con l’avvicinarsi della presentazione del prossimo piano triennale di Mediaset al 2020, atteso per metà gennaio.