02 gennaio 2017 | 14:35

Domani il Cda sul nuovo progetto informativo Rai. Siddi: non strozzare il confronto

di Giorgio Greco – Riprende domani il confronto in Consiglio di Amministrazione sul  progetto di riorganizzazione dell’informazione della Rai, documento elaborato dal direttore editoriale per il coordinamento dell’offerta informativa, Carlo Verdelli, e dal suo staff.

Siddi Franco (foto Olycom)

Siddi Franco (foto Olycom)

 

Un documento che aveva già sollevato polemiche  per le anticipazioni pubblicate dall’Espresso, prima che il testo del progetto (composto da tre documenti) fosse consegnato ai Consiglieri.  E lo stesso Verdelli nella riunione  del Cda del 23 dicembre aveva preso atto “dei tanti no e pochi sì”.   Domani, dalle 11, riprende un percorso che non ai annuncia rapido (è gia’ fissata per l’11 gennaio una nuova riunione del Cda), viste le riserve su diversi aspetti, da quello sul  trasferimento della sede del TG2 a Milano (una scelta che punta a farne “un telegiornale laico, moderno e sperimentale”) al progetto di accorpamento delle sedi in cinque Macro-aree (sul modello delle Macroregioni riforma in chiave federale presentata a metà degli anni ’90 dalla Fondazione Agnelli), dall’unificazione di tutto lo sport (radio e tv), dalla fusione di Rainews con la testata giornalistica regionale (Newsroom Italia) per non parlare del redattore con telecamerina (soprattutto per coprire le emergenze, vedi i ritardi di diffusione delle immagini in occazione dell’ultimo terremoto). “Mi auguro che nessuno tenti di ‘strozzare’ il confronto”, sottolinea Franco Siddi, osservando che il piano prefigura una sorta di “smontaggio e rimontaggio” dell’informazione. Per Siddi  occorre, peraltro, fare le verifiche di missioni, considerando che ultimo documento di indirizzo al riguardo è della commissione di vigilanza e risale a primavera 2015 e che il governo ha prorogato a fine aprile il termine per la nuova convenzione di servizio pubblico.   “Per l’informazione del Servizio pubblico,  vanno fissate regole che valorizzino non solo le eccellenze dei nostri territori ma anche quelle diversità che concorrono – conclude l’ex segretario della Fnsi – a riempire di contenuti il concetto di pluralismo informativo che resta un baluardo della democrazia partecipata”.