03 gennaio 2017 | 20:10

Il Cda di Viale Mazzini boccia il Piano per l’informazione Rai. Carlo Verdelli lascia. Lettera a Campo Dall’Orto: ‘Non posso restare senza fiducia’

“Sto scrivendo la lettera di dimissioni che consegnerò questa sera al direttore generale”. Lo afferma il direttore per l’Offerta informativa Rai Carlo Verdelli. “Una persona perbene – spiega Verdelli all’Ansa – prende atto che nella seduta del consiglio di amministrazione odierna il piano da lui messo a punto sarebbe stato bocciato e accantonato, perché ritenuto pericoloso e irrealizzabile”. “Chi lo propone – prosegue – non può che prendere atto che non gode più della fiducia dei vertici e rassegnare le sue dimissioni. Non ci può essere un direttore che non ha la fiducia del consiglio di amministrazione”.

Carlo verdelli (foto Olycom)

Carlo verdelli (foto Olycom)

Il piano per l’informazione Rai è stato oggetto di discussione del consiglio di amministrazione informale Rai che si è tenuto questa mattina a Viale Mazzini. Il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha raccolto le indicazioni dei consiglieri e annunciato che ora verrà proposto uno schema di discussione che dovrebbe portare all’approvazione delle linee guida nelle prossime settimane.

Il piano proposto dal direttore per l’Offerta informativa Carlo Verdelli, criticato in diversi punti dai consiglieri, sarà dunque rivisto.

Particolarmente contestati il trasferimento delle redazione del Tg2 a Milano e la formazione di macroregioni, ma alcune perplessità sono state sollevate anche sull’integrazione tra Rainews e Tgr. Il nuovo schema – come spiegato nel corso della riunione – si baserà su quattro punti cardine: informazione digitale, informazione di flusso, informazione generalista e informazione per l’estero. Tra i principi guida l’intersezione tra tg e reti, lo sviluppo di maggiori efficienze e il rispetto del pluralismo.

Il piano dovrà tener conto della compatibilità economica, anche alla luce del rinnovo della convenzione con lo Stato (la scadenza è stata rinviata a fine aprile) e della riduzione del canone per l’anno in corso.

Diaconale presenta ‘contro-piano’ informazione – “La Rai deve procedere sulla strada della trasformazione in media company rinforzando il suo ruolo di perno del sistema informativo nazionale in collaborazione con i privati nazionali e locali”. E’ quanto sostiene il consigliere Rai, Arturo Diaconale, in un ‘contro-piano dell’informazione’ presentato oggi in consiglio di amministrazione. Secondo Diaconale, per realizzare l’intesa con gli attuali concorrenti commerciali nazionali “basta procedere alla rinuncia da parte della Rai della propria quota di raccolta pubblicitaria (indicazione più volte manifestata da autorevoli rappresentanti del Governo), che verrebbe così lasciata alla logica del mercato interno da cui l’azienda pubblica sarebbe finalmente liberata”. “Per coprire il mancato introito – argomenta – basterebbe assicurare alla Rai un introito adeguato ed assolutamente certo attraverso il ritorno del costo del canone al livello preesistente, ritorno che sarebbe facilmente accettato dai cittadini di fronte ad una intesa politica sulla difesa dai rischi di colonizzazione e che lascerebbe lo spazio economico e finanziario per le emittenti di livello locale”. Secondo il consigliere, dunque, “le attuale sedi regionali Rai, infatti, potrebbero diventare centri di produzione e di coordinamento di emittenti regionali e provinciali scelte attraverso bandi e destinate ad arricchire l’informazione locale dell’azienda pubblica”. Il documento si occupa anche di pluralismo dell’informazione.

Usigrai, è emergenza,intervegano istituzioni e autorità – “Altro atto del conflitto aperto all’interno dei vertici Rai. Tutto sulla pelle della Rai Servizio Pubblico. Siamo ormai a metà mandato e questo vertice non ha prodotto alcun piano di riforma. Ha solo demolito quelli esistenti e anche quelli che ha commissionato”. E’ quanto sottolinea l’esecutivo Usigrai in una nota. “Siamo ormai in emergenza. Chiediamo un intervento urgente – continua il sindacato dei giornalisti della tv pubblica – alle istituzioni e alle autorità di vigilanza e garanzia, che auspichiamo di incontrare presto”.

“Il fallimento di questo vertice non si può esaurire nelle dimissioni del Direttore editoriale Carlo Verdelli”, ha aggiunto l’Usigrai. “La creazione della nuova struttura è la principale, e nei fatti unica, scelta dell’attuale vertice sull’informazione”.

“Questa vicenda non può chiudersi qui”, secondo l’Usigrai. “La censura Anac, la sanzione per comportamento antisindacale, ora le dimissioni di Verdelli: il vertice Rai deve render conto con urgenza di scelte disastrose. Anche perché non è credibile che il Dg non fosse a conoscenza della linea scelta dal Direttore editoriale. Non assisteremo in silenzio alla delegittimazione della Rai Servizio Pubblico causata da un vertice inadeguato”.