04 gennaio 2017 | 15:17

Abrogare la pena del carcere per i reati di opinione e fermare l’abuso delle querele temerarie. Odg e Fnsi replicano alla proposta di Beppe Grillo di istituire giurie popolari a tutela dell’informazione

“Chi davvero è interessato ai temi della libertà di informazione invece di progettare tribunali speciali e giurie popolari si dedichi all’approvazione di quelle norme che consentirebbero all’Italia di risalire decine di posizioni nei rapporti internazionali sulla libertà di informazione”. Lo ribadiscono, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, tornando sul dibattito scatenato dalla proposta del Movimento Cinque Stelle.

“L’attuale mediocre collocazione – proseguono – deriva, infatti, dalla debolezza delle normative antitrust, dall’irrisolto conflitto di interessi, dall’ingerenza della politica nella gestione della Rai, in modo particolare, dal crescere delle minacce nei confronti dei cronisti che indagano e scrivono su mafie, malaffare, corruzione. La mancata abrogazione della pena del carcere connessa ai reati di opinione, per altro sollecitata dalle istituzioni europee e, soprattutto, l’uso e l’abuso delle cosiddette “querele temerarie” hanno determinato un drastico peggioramento della posizione dell’Italia in alcuni dei più prestigiosi rapporti internazionali”.

“Ci auguriamo che il triste dibattito di queste ore – sottolineano – non si esaurisca nello spazio di una battuta, ma sia ora trasformato, dal governo e dal parlamento, in una efficace e tempestiva iniziativa per portare alla approvazione gli opportuni provvedimenti a tutela del diritto di cronaca e del diritto dei cittadini ad essere informati”.

Mentre un comunicato dell’Ordine nazionale dei giornalisti spiega così:

“Oggi Beppe Grillo dalle colonne del suo blog ha sferrato l’ennesimo attacco alla libertà di stampa avanzando una proposta grave e sconcertante. L’Ordine nazionale dei Giornalisti ricorda che esiste già un ordinamento che tutela chi si ritiene danneggiato dagli organi di informazione. Inoltre l’OdG rammenta che giace in quarta lettura dal 23 giugno 2015 in Senato la nuova legge sulla diffamazione.

Sarebbe molto più costruttivo se Beppe Grillo esortasse i propri parlamentari a far sì che questa legge venisse approvata in tempi brevi abrogando il carcere per i giornalisti e ponendo un freno alle cosiddette querele temerarie. L’unico Tribunale riconosciuto dall’OdG è quello dell’ordinamento giudiziario ferma restando la singola responsabilità dei giornalisti che non rispettano le regole deontologiche e che vengono sanzionati dai Consigli di Disciplina.

Tali strumenti sono di per sé idonei ad assicurare il diritto dei cittadini a essere informati correttamente. L’OdG invita il leader dell’M5S a riflettere sul clima e sulle conseguenze che le sue parole possono determinare e sottolinea l’invito rivolto agli italiani nel discorso di fine anno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il Capo dello Stato l’odio come strumento di lotta politica è nemico della convivenza e crea “una società divisa, rissosa e in preda al risentimento”, che “smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza”.”