05 gennaio 2017 | 8:08

Rai, dimissioni Verdelli. Siddi: Niente psicodrammi, lo snodo resta il rinnovo della concessione

Giorgio Greco – Basta con gli psicodrammi. Il giorno dopo le dimissioni di Carlo Verdelli, direttore editoriale dell’offerta informativa Rai, l’ex segretario della Fnsi e componente del Cda del Servizio pubblico, Franco Siddi, invita a non sovraccaricare la portata dell’episodio (“e’ come se si fosse dimesso un vicedirettore del Corriere della Sera: non e’ che per questo il giornale non esce più”) col rischio di perdere di vista le questioni di fondo, prima tra tutte il rinnovo della concessione con lo Stato prevista inizialmente per maggio 2015 e poi slittata piu’ volte, con il prossimo aprile come ultima data indicativa.

Franco Siddi (foto Giornalistitalia.it)

Franco Siddi (foto Giornalistitalia.it)

“Il quadro è molto cambiato da quando l’attuale Cda ha a cominciato a lavorare sui progetti di rilancio della Rai – ricorda Siddi -. Allora era dato per imminente il rinnovo della concessione, un passaggio che significava programmare il futuro del Servizio pubblico da qui ad almeno dieci anni. Devi cioè conoscere l’orizzonte nel quale ti muovi quando vai dalle banche per farti finanziarie i tuoi programmi”. Ora, saltato il piano Verdelli (“non ce l’ha ordinato nessuno, non si si sono messi di mezzo i partiti, si è trattato invece di una discussione professionale sulla quale hanno concordato otto consiglieri che hanno una responsabilità diversa da quella di un direttore di servizio, come il coordinatore dell’offerta informativa della Rai”) .

C’è chi propone una serie di interventi di ordinaria manutenzione nel campo dell’informazione della Rai. “Dal mio punto di vista, mi attengo al calendario già fissato, che prevede una nuova riunione del Cda l’11 gennaio, un’altra la settimana successiva e una terza per il 25 gennaio. Ringrazio Verdelli per l’onesta’ intellettuale che l’ha portato ieri a riconoscere che sul suo piano c’erano tanti no e quasi nessun sì, se non quello parziale di un consigliere sui progetti per il web”. Siddi stigamizza anche la diffusione di notizie inverosimili (“come quella di un direttore a rotazione per il tg del sud, di cui parla oggi un quotidiano”) e ipotizza che le anticipazioni del piano editoriale di Verdelli pubblicate dall’Espresso prima che il testo fosse noto al Cda siano opera di una talpa nello stesso staff del coordinatore dell’informazione: “qualcuno che forse voleva sfatare la diceria che circolava su un gruppo di persone con alte remunerazioni che non facevano niente”.

Per Siddi lo snodo del futuro della Rai ruota intorno alla vicenda del rinnovo della concessione. “Dopo di che si può anche puntare concretamente su una Rai senza pubblicità che vive del solo canone che può essere fissato anche in 110 euro, purche’ tale somma finisca tutta all’azienda. Si sa già, infatti, che col canone a 90 euro, di cui alla Rai vanno poco più di 70, il prossimo anno incasserà 174 milioni in meno. Vale a dire che il dg Campo Dell’Orto non sono dovaà rinunciare a una parte dei progetti di digitalizzazione, a cominciare da tutti gli archivi, ma non si potranno fare 4 fiction internazionali ma solo due”.