09 gennaio 2017 | 13:06

Prevista per il prossimo marzo la fusione con Metroweb, dice Pompei, ad di Open Fiber. Il piano per la banda larga in anticipo rispetto alla tabella di marcia

“La fusione di Metroweb in Open Fiber è prevista per il prossimo marzo”. Lo ha detto Tommaso Pompei, amministratore delegato di Open Fiber, in un’intervista ad Affari & Finanza di Repubblica spiegando che sulla diffusione della banda larga “siamo addirittura in anticipo sulla nostra tabella di marcia: il piano di Open Fiber per collegare 9,5 milioni di utenti in fibra entro il 2021 procede secondo le previsioni e anche meglio del previsto”.

“Al momento sono quattro i fronti che Of sta aggredendo contemporaneamente: i cantieri, gli accordi commerciali, l’organizzazione societaria che porta all’integrazione di Metroweb nella società o controllata pariteticamente da Enel e da Cdp, il piano finanziario”, ha spiegato. “Procedendo in ordine di tempi di soluzione, conviene iniziare dalla vicenda Metroweb” con la quale l’integrazione “si sta avviando alla fase finale. Nei giorni subito precedenti il Natale è arrivato il via libera definitivo dagli uffici dell’Antitrust Ue di Bruxelles. E a quel punto”, ha proseguito Pompei, “abbiamo potuto dare il via ad alcune operazioni”.

Tommaso Pompei

“La prima è che Metroweb ha semplificato la sua struttura. Era una realtà articolata in 5 differenti strutture societarie. Dal 23 dicembre scorso le cinque società sono sparite confluendo nell’unica Metroweb Spa. E’ stato di conseguenza anche modificato il consiglio di amministrazione di Metro-web che dal primo gennaio scorso coincide con quello di Of. Sono sei membri, tre di nomina Enel e tre di nomina Cdp. Il presidente è Franco Bassanini, io l’amministratore delegato. A questo punto è partita l’integrazione delle due società: un passaggio che prevede la fusione di Metroweb in Open Fiber, per il prossimo marzo”.

Questo assetto potrebbe cambiare con l’eventuale ritorno di F2i, oggi uscita completamente dal capitale di Metroweb, poichè “c’è un arco di tempo prefissato entro il quale F2i può decidere di entrare nel capitale di Of prendendo una quota comunque non superiore al 30%. Il controllo (congiunto) resterà comunque in capo a Enel e Cdp Equity”, ha concluso Pompei.