10 gennaio 2017 | 14:57

L’Osservatore Romano apre a tutte le confessioni cristiane, agli altri credi e anche ai laici. Presentata la nuova edizione settimanale. Vian: la tiratura è il nostro punto debole

”L’apertura è la caratteristica dell’Osservatore Romano e la nuova edizione settimanale italiana, radicalmente trasformata nel 70° anno dalla sua fondazione è aperta a tutte le confessioni cristiane, alle altre religioni e al mondo laico”. E’ quanto spiega Giovanni Maria Vian direttore dell’Osservatore Romano presentando la nuova edizione settimanale italiana del quotidiano vaticano, nell’Aula Giovanni Paolo II a fianco di monsignor Angelo Becciu sostituto della Segreteria di Stato vaticana.

Giovanni Maria Vian (Foto: Olycom)

”E’ la linea già indicata dal Concilio Vaticano II – osserva Vian – e ora espressa da Papa Francesco, che spinge la Chiesa a uscire da se stessa per essere missionaria e tendere la mano al dialogo, arrivando a mondi che prima erano lontani o addirittura estranei alla Chiesa: dall’ambiente alle zone di guerra, dall’immigrazione al mondo delle donne”.

Il direttore dell’Osservatore Romano informa che la nuova edizione settimanale italiana si dividerà in quattro sezioni: Vaticano, Internazionale, Cultura, Religione, caratterizzate da nuove rubriche e con interventi di esponenti cattolici e laici nonchè di altre religioni, dall’ex presidente della Camera Luciano Violante all’ambasciatore Antonio Zanardi Landi, dall’intellettuale ebraica Anna Foa al cardinale Gualtiero Bassetti, con una meditazione spirituale affidata al priore Enzo Bianchi.

”L’edizione cartacea dell’Osservatore Romano non si contrarrà – assicura il direttore Vian – certo, se le edicole chiudono e gli abbonati diminuiscono è chiaro che la tiratura sarà destinata a ridursi. Ma la tiratura, oggi in media sotto le 10mila copie, è sempre stata il punto debole dell’Osservatore Romano”.