11 gennaio 2017 | 10:51

Il piano di riforma delle news torna sul tavolo del Cda Rai. Il digitale, le edizioni dei tg e le newsroom tra i punti in discussione

Dopo le dimissioni della scorsa settimana del direttore per l’Offerta informativa Carlo Verdelli, torna sul tavolo del consiglio di amministrazione Rai il piano per le news. Il dg Antonio Campo Dall’Orto, che ha assicurato di voler partire dal lavoro svolto fin qui, durante la riunione in programma oggi, secondo quanto riportava Ansa il 10 gennaio, dovrebbe illustrare le sue proposte per sottoporle al vaglio dei consiglieri, tentando di salvare diversi aspetti del progetto messo a punto da Verdelli.

Il piano, il cui testo – specifica l’agenzia – circola in queste ore, è fortemente critico nei confronti dell’informazione della tv pubblica. “L’orologio dell’informazione Rai dà l’impressione di essersi fermato alla fine del Novecento”, si legge ad esempio. E ancora: “La Rai è ferma da decenni, e rischia di perdere contatto con il tempo presente e chi lo abita”. Nel testo si ricorda che “dal 2011, salvo l’eccezione del Tg1 delle 20, tutti i tg Rai e a tutte le ore perdono quote d’ascolto, dall’1 al 4%”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Diverse sono le cause di questa crisi, non ultima il lavorare per compartimenti stagni e “l’ostracismo nei confronti dei colleghi di altre testate”. Nel mirino anche le edizioni del tg (così come le rubriche e lo stile di conduzione): diverse verrebbero cancellate (tre del Tg1, una del Tg2, una della Tgr) perché “sprecare a pioggia l’offerta informativa solo per legittimare organici che altrimenti resterebbero ingiustificabili non è un buon motivo per mantenere lo status quo”. “In generale, marcano troppo poco (o per niente) le differenze tra le tre edizioni principali”.

Si evidenziano, inoltre, i ritardi strutturali dei tg, con un focus su Saxa Rubra, definito “il cuore della fabbrica”, dove “l’orologio della storia si è proprio rotto”. Il dg ha sottolineato di voler puntare sull’informazione digitale, avvalendosi del supporto di Milena Gabanelli. Nel piano si ricorda che “Rainews.it viaggia tra la venticinquesima e la trentesima posizione nella classifica dei siti di informazione italiani”. Per “mettere a somma tutti i contributi web e social delle molteplici realtà informative della Rai” viene proposta la nascita di Rai24, una redazione con sei desk che accorperebbe Televideo e Rainews.it, con 88 giornalisti da reclutare con il job posting a cui si aggiungerebbero i 32 già presenti a Televideo.

Da definire anche la nascita di una grande newsroom con l’accorpamento di Rainews con la Tgr, fermo restando che la creazione di cinque macroaree, così come lo spostamento del Tg2 a Milano, appare al momento tramontata. Tra gli elementi di novità del piano anche la figura del redattore residente o territoriale, dotato di telecamerina.

All’ordine del giorno del cda ci sono anche le linee guida del Piano triennale di prevenzione della corruzione, che potrebbe contenere alcune modifiche rispetto al passato dopo le criticità riscontrate a seguito delle verifiche dell’Anac.