11 gennaio 2017 | 17:55

L’editore dell’Unità annuncia licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali. Il Cdr: inaccettabile quanto sta accadendo; nè Pd nè presidente del Cda sono stati avvisati. Il direttore Staino: Renzi dica cosa vuole fare di questo giornale

“In quattro mesi alla direzione dell’Unità, dopo un incontro gioioso con il segretario del Pd Matteo Renzi, non ho visto più nessuno”. Così Sergio Staino interviene in conferenza stampa sulla vicenda dell’Unità, dopo la denuncia del Cdr che ha fatto sapere che l’amministratore delegato, Guido Stefanelli, (attraverso una delegata dell’azienda Pessina) intende dare il via a licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali, anziché proseguire nella trattativa con il sindacato per la trasformazione di articolo 1 in articoli 2.

Ai licenziamenti il direttore Sergio Staino, che appoggia lo sciopero indetto dai suoi giornalisti oggi in assemblea permanente, intende opporsi fermamente.

Sergio Staino (foto Olycom)

Sergio Staino (foto Olycom)

Staino ha chiamato in causa “il Pd, socio di minoranza dell’Unità con il 20% delle quote”: “faccia sentire la sua voce sui licenziamenti dei redattori annunciati oggi unilateralmente dal proprietario del pacchetto di maggioranza”, ha chiesto il direttore, durante la conferenza stampa alla quale hanno partecipato i componenti del comitato di redazione e Andrea Romano, condirettore e deputato del Pd.

La replica del Pd non si è fatta attendere: “esprimiamo il nostro sconcerto e la nostra indignazione nell’apprendere della decisione dell’amministratore delegato dell’Unità di procedere all’invio di lettere di licenziamento collettivo, non solo senza aver interpellato il Pd, socio di minoranza, ma, peggio, senza alcun preavviso nei confronti dei lavoratori cui va la nostra piena solidarietà”. E’ quanto sottolineano fonti del Partito Democratico, citate dalle agenzie: “lo sconcerto è amplificato dal fatto che ciò è avvenuto alla vigilia dell’Assemblea dei soci prevista per domani, 12 gennaio, nella quale il Pd dichiarerà la volontà di assicurare la continuità aziendale procedendo all’aumento di capitale pro quota. Confidiamo che analoga decisione sia assunta dal socio di maggioranza. Se qualcuno invece, con spregiudicatezza, pensa di compromettere il progetto editoriale, a tutto danno dei lavoratori e della storia dell’Unità, sappia che il Pd è fortemente determinato a scongiurare che questo avvenga”.

Ma Staino vuole che Renzi “dica qualcosa su cosa vuole fare di questo giornale”. Il direttore ha ricordato il duro ‘no’ alla distribuzione delle copie del giornale alla Leopolda e il rifiuto di Renzi, ancora presidente del Consiglio, a partecipare a un forum organizzato dal quotidiano. “Mi disse che ero un ‘brand’, lo ringrazio. Ma se un brand non lo sostieni non serve a molto”.

Matteo Renzi (Foto: Olycom)

Anche il Cdr giudica inaccettabile la strada dei licenziamenti: “non possiamo tollerare – dice la nota sindacale – la violenza e la totale mancanza di rispetto nei confronti della rappresentanza sindacale di una azienda che oggi, a ventiquattro ore da un’assemblea dei soci decisiva per il futuro de l’Unità, ha deciso di inviare ad un incontro fissato da tempo una rappresentante delegata, che nulla ha a che vedere con l’azienda di cui siamo dipendenti per comunicarci l’intenzione di procedere ‘immediatamente’ alla riduzione del personale all’Unita’ senza percorrere la strada degli ammortizzatori sociali”.

Il Cdr aggiunge: “non possiamo accettare la forma di quanto avvenuto, e di cui non era stato informato il Partito Democratico, socio di minoranza, e il presidente del consiglio di amministrazione Chicco Testa, e ovviamente non possiamo accettarne la sostanza. Respingiamo al mittente con la massima fermezza, soprattutto, il tentativo di addossare la colpa di un atto unilaterale alla rappresentanza sindacale, accusata dall’azienda di aver respinto un piano di contenimento dei costi che prevedeva la trasformazione su base volontaria di 12 contratti ex articolo 1 in altrettanti ex articolo 2″.

Solidarietà intanto da parte del segretario generale della Cgil Susanna Camusso: “tutta la nostra solidarietà ai giornalisti dell’Unità”, ha detto in conferenza stampa sulla decisione della Consulta sul referendum sul lavoro. E solidarietà anche da parte dell’Fnsi: “è gravissimo che il gruppo Pessina e il Partito democratico ritengano di abbandonare lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci a un destino di contrazione occupazionale e perdita di peso politico ed editoriale”.

Susanna Camusso (Foto: Olycom)

“La nuova proprietà dell’Unità – prosegue l’Fnsi – smentendo gli impegni assunti soltanto pochi mesi fa con la redazione e con la Federazione nazionale della stampa italiana di sostenere l’impresa editoriale e il suo sviluppo, starebbe per aprire una procedura di licenziamenti collettivi senza prendere in considerazione le soluzioni alternative previste dalla legge”.

Il sindacato dei giornalisti “si schiera al fianco dei colleghi impegnandosi a tutelare in ogni sede i livelli occupazionali e il patrimonio culturale e professionale da loro rappresentato”.

Leggi o scarica il comunicato del Cdr e quello della Fnsi.