11 gennaio 2017 | 16:04

Depositate dal Tar le motivazioni del rigetto dei ricorsi di Della Valle, Pirelli, Imh contro le decisioni della Consob sull’Ops di Cairo per Rcs: operato conforme ai principi

L’operato della Consob nella vicenda dell’Offerta pubblica di scambio (Ops) di Urbano Cairo su Rizzoli Corriere della Sera (Rcs) “è stato conforme ai principi che governano l’istruttoria e la motivazione nel procedimento amministrativo”. Così il Tar del Lazio nella motivazione delle sentenze con le quali nel novembre scorso ha respinto i ricorsi di Diego Della Valle, Pirelli e International Media Holding (Imh), proposti per contestare il comunicato con il quale il 22 luglio la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) ha ritenuto di non sospendere l’offerta di scambio sul gruppo editoriale.

Nella foto, Urbano Cairo, Andrea Bonomi, Carlo Cimbri, Diego Della Valle, Alberto Nagel e Marco Tronchetti Provera

Pubblicato all’epoca il dispositivo, si attendeva la pubblicazione delle motivazioni delle tre sentenze. E nel lungo provvedimento i giudici hanno risposto a ogni punto dei profili di censura proposti, con motivazioni tecniche.

“Dall’esame degli atti il Collegio ricava che la Consob non ha operato in maniera contraddittoria nel provvedere in senso negativo, nel contempo riservandosi ulteriori indagini a fini sanzionatori; e ancor prima, che essa ha posto in essere un’attività istruttoria la quale, alla stregua dei dati versati in giudizio, risulta essere adeguata e nel contempo proporzionata ai tempi e all’oggetto della decisione. Anche il profilo motivazionale – connesso a quello istruttorio – risulta essere in tal modo soddisfatto”, si legge nella sentenza ripresa da Ansa.

Riferendosi a uno degli altri punti contestati – quello che prospettava la sussistenza di azioni manipolative sui titoli Rcs e Cairo, volte a favorire l’offerta dell’imprenditore – il Tar ha ritenuto che “l’assunzione di un provvedimento cautelare debba fondarsi su assunzioni certe e non su mere estrapolazioni presuntive elaborate a partire da dati (più o meno) aggregati” e il quadro che è venuto fuori “consente di escludere la sussistenza di univoci indizi di manipolazione allo stato degli atti (e tanto più alla data dell’adozione degli atti impugnati in questa sede)”.