11 gennaio 2017 | 16:34

Procedere al rinnovo della concessione del servizio pubblico in tempi brevi, dice Antonello Giacomelli in Commissione di Vigilanza. Sul tema delle risorse serve una riflessione di sistema. Con il canone in bolletta eliminato il problema dell’evasione

“Non c’è necessità di utilizzare tutto il lasso di tempo che il Parlamento ha concesso. Possiamo in poco tempo procedere con l’approvazione dello schema di rinnovo della concessione da parte del consiglio dei ministri, per poi passare al parere di questa commissione, prima dell’approvazione definitiva, anche per limitare il tempo di incertezza di fronte a questo atto che segna la ridefinizione del servizio pubblico”. A dirlo il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in audizione in Commissione di Vigilanza.

“E’ stato ritenuto inopportuno che fosse un governo nella fase della gestione degli affari correnti ad avanzare un testo importante come quello del rinnovo della concessione”, ha aggiunto, specificando come “il testo che stiamo ultimando deve essere nei dettagli conosciuto dal cdm che deve approvarlo , ma non è inutile un approfondimento già in questa fase”.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Giacomelli si è espresso anche sul tema delle risorse a disposizione del servizio pubblico. “Credo sia necessaria una riflessione ampia”, ha spiegato, “perché il contrarsi della dimensione pubblicitaria per lo spostamento su una pluralità di soggetti e la difficoltà del mercato a sostenere il settore informativo credo che attenga alla difesa del pluralismo e alla possibilità di determinare condizioni reali che consentano a ciascuna azienda di sostenere la propria attività editoriale”. “Serve una riflessione di sistema che parte dal servizio pubblico”, ha ribadito il sottosegretario. “Una modalità di pagamento che elimina un problema storico come l’evasione del canone, che comporta un aumento di risorse per il servizio pubblico nei termini in cui legge di bilancio lo decide, è un passo iniziale per una considerazione complessiva, senza immaginare che esista una risposta facile e immediata rispetto ai nuovi soggetti”. “La discussione non va affrontata in termini di sospetto, pensando che si facciano iniziative per favorire l’uno o l’altro, ma basandola su un rapporto corretto in termini di quantità delle risorse e regole da applicare”.

“Identificare con chiarezza gli ambiti del servizio pubblico, è un tema vero su cui le istituzioni si interrogano ed è necessario trovare una risposta”, ha aggiunto poi Giacomelli, spiegando che la nuova concessione di servizio pubblico dovrà contenere, anche in relazione alla contabilità separata, “una definizione del perimetro del servizio pubblico, il nocciolo duro, la sua essenzialità, il perimetro minimo”. “Non tanto affinché sia inibita ogni ulteriore iniziativa alla Rai, ma per identificare l’oggetto della convenzione, invitando gli organi che amministrano la Rai a tener conto nella definizione nel piano industriale ed editoriale di una ridefinizione del perimetro dell’attività in termini di trasmissioni e canali”. Giacomelli ha quindi sottolineato che il rinnovo sarà relativo ad un “servizio pubblico multimediale che tiene conto delle nuove forme della comunicazione”. Il sottosegretario ha, inoltre, richiamato la necessità di “rafforzare l’industria audiovisiva nazionale” e il ruolo centrale della tv pubblica sotto questo profilo.

Nel corso dell’audizione è stato affrontto anche il tema del piano per la riorganizzazione dell’informazione in Rai. “Nutro stima per Carlo Verdelli e qui mi limito a rilevare che c’è un dg che ha la responsabilità delle scelte: non esiste un piano Verdelli, esiste un piano di Campo Dall’Orto”, ha detto Giacomelli. “Verdelli era un consulente, diciamo pure il primo consulente, ma le responsabilità sono sempre del dg”. “In presenza delle dimissioni di Verdelli giustamente il cda ha affidato a Campo Dall’Orto il compito di concludere quel lavoro. Stamane c’è stata una riunione in cui il nuovo progetto ha avuto un momento di condivisione. Spero che si vada rapidamente alla riforma dell’informazione Rai, di cui tutti sentiamo la necessità”.