13 gennaio 2017 | 11:11

Non siamo invasori. Il ceo di Vivendi, de Puyfontaine, scrive a ‘Repubblica’: abbiamo progetti ambiziosi e di lungo termine. Vogliamo rafforzare l’unicità delle aziende italiane, raggiungendo una dimensione europea per contrastare la concorrenza dei colossi americani e cinesi

Non siamo invasori e i nostri progetti sono di lungo termine e trasparenti. Il ceo di Vivendi, Arnauld de Puyfontaine, interviene sulla Repubblica con una lettera indirizzata al direttore Calabresi per rispondere alle voci e al dibattito che nelle ultime settimane si sono scatenate nel nostro Paese intorno alle mosse della media company francese, azionista di riferimento di Telecom Italia e seconda azionista in Mediaset. 

“In questi ultimi mesi sono state scritte molte cose sul gruppo Vivendi: alcune esatte altre meno, ma tutte hanno contribuito ad alimentare un acceso dibattito in Italia”, scrive il manager, spiegando quali sono gli obiettivi e i progetti francesi nel Paese. “Siamo in Italia per realizzare un progetto ambizioso, di lungo termine, costruito su ciò che l’Italia e la Francia hanno in comune. La vicinanza della loro tradizione latina”. “Il nostro approccio non è per nulla opportunistico”, ribadisce, “ma finalizzato a rafforzare l’unicità, l’eccellenza e la competenza delle aziende italiane, combinandole con le peculiarità di altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna”, raggiungendo una dimensione europea.

Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (foto Olycom)

“Vivendi ha dichiarato fin dall’inizio qual è il suo progetto: costruire e dar vita a un grande polo dell’Europa meridionale, che prevede di creare una ampia convergenza tra contenuti e telecomunicazioni”. Francia, Italia e Spagna sono 3 paesi da cui partire”, ribadisce spiegando come nella logica di Vivendi rafforzarsi nel Sud Europa serva “per far fronte alla concorrenza sempre più agguerrita dei colossi anglosassoni, americani e cinesi”. “E’ in questa logica e per centrare questi obiettivi che Vivendi ha investito negli ultimi due anni in Italia, prima in Telecom e successivamente in Mediaset”. “E’ per questo che siamo interessati a un’alleanza con Mediaset”, continua, ricordando i diversi settori in cui opera la media company francese, che vanno dalla pay tv , musica, film e serie e video games.

“Nonostante le difficoltà per trovare un terreno comune con Mediaset, non abbiamo abbandonato il nostro progetto iniziale (…) in cui convergano contenuti e tlc, di cui Mediaset rimane, secondo noi, uno dei pilastri”.

“Noi siamo soci industriali che desiderano apportare il loro contributo al progetto paneuropeo che abbiamo deciso di sviluppare. La nostra azione è di lungo termine e trasparente”, conclude. “Questoè il senso delle mie dichiarazioni al Governo italiano e alla Consob. Desidero però ribadire il mio totale impegno nel difendere la validità del nostro progetto e nel ristabilire fiducia e serenità. Sono convinto che tutte le parti interessate trarranno dei benefici, l’Italia in primis”.