Cinema

17 gennaio 2017 | 15:50

Zalone salva il cinema italiano. Grazie a ‘Quo vado?’ il mercato chiude il 2016 con incassi in crescita del 3,8%. I numeri Cinetel: in aumento la quota delle pellicole nostrane (DOCUMENTO)

Sono positivi i dati del box office italiano nel 2016. A sostenerlo i numeri di Cinetel, che rileva il 93% delle presenze dell’intero mercato, presentati e commentati oggi a Roma, presso l’Anica, dalle associazioni degli esercenti Anec e Anem e dai distributori e produttori dell’Anica. Stando ai numeri, i biglietti venduti nel 2016 hanno registrato rispetto al 2015 un incremento del 6,06%, salendo a 105.385.195. Cresciuti anche gli incassi: 661.844.025 di euro, con un aumento del 3,86%.  Trend positivo rispetto anche al 2014, con un incremento pari al 15,14% per le presenze e al 15,05% per gli incassi.

Ad aver dato un grosso contributo a questi risultati ‘Quo Vado?’, la pellicola macina record di Checco Zalone, che da sola negli ultimi 12 mesi ha rappresentato una quota di mercato dell’8,89% di presenze sul totale, senza la quale il 2016 si sarebbe chiuso con il segno meno. Ulteriore dimostrazione dell’incidenza del film si ha guardando i numeri registrati nelle ultime feste natalizie, nel periodo dal 16 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017, con un -38,06% negli incassi e -35,71% di presenze, nonostante i 29 titoli proposti (contro i 17 del 2015).

Tra i dati segnalati, anche l’aumento della quota di mercato del cinema italiano che in termini di presenze nel 2016 sale al 28,71% contro il 21,35% del 2015. Cala invece la quota di mercato del cinema statunitense, passata dal 60,01% del 2015 al 55,19% del 2016. Cresce infine il numero di film distribuiti che nel 2016 sono stati 554, a fronte dei 480 del 2015.

Il bilancio dei dati dice anche molto altro sulla stagione passata e sulle tendenze in atto: ad esempio che l’oscillazione da un anno e l’altro è relativa, “il range di presenze in sala oscilla tra i 90 milioni anno nero e 115 anno ottimo, ed è tra i peggiori in Europa rispetto alla popolazione”, ha spiegato il direttore generale cinema del Mibact Nicola Borelli, intervenuto alla presentazione insieme a Francesco Rutelli, presidente Anica; i presidenti Anec, Luigi Cuciniello, Anem, Carlo Bernaschi, Sezione Distributori Anica, Andrea Occhipinti, Sezione Produttori Anica, Francesca Cima, l’Amministratore Delegato di Cinetel, Richard Borg.

“La nuova legge, con i relativi decreti attuativi, aspira a ben altre cifre di queste, vuole far fare un salto deciso al cinema in Italia”, ha aggiunto Borrelli. La riforma ‘costringerà’ in un certo senso tutti gli operatori del settore a fare sistema, ha osservato il presidente dei produttori Anica Francesca Cima, “la sfida è prima di tutto culturale: questo è un paese che chiude per ferie tre mesi il cinema e il teatro anche ora che le abitudini dei cittadini non sono più quelle di un tempo, bisogna tutti insieme invertire la tendenza”.

I numeri potranno essere ben diversi se si portano al cinema “tutti coloro che ora non hanno accesso”, per questo è in corso una ricerca sul ‘non pubblico’ che è rappresentato dal 52% degli italiani che non vanno al cinema neppure una volta in un anno. Infrangere la regola della stagionalità cinematografica è l’obiettivo che prioritariamente si dà l’Anica nel 2017, attraverso, ha aggiunto Rutelli, un coordinamento di produttori, distributori, esercenti. “Una sfida che è industriale e culturale insieme: osservando i dati emerge una volta di più l’anomalia italiana che fa vivere il cinema in sala da settembre a primavera”: 40 milioni di biglietti nel primo trimestre 2016, 19 milioni nel secondo, 15 nel terzo e 30 nel quarto.

Il presidente dei distributori Andrea Occhipinti ha azzardato la soluzione: “Blockbuster americani anche in estate e soprattutto in contemporanea day and date porterebbero pubblico in sala anche in quel periodo. Quei titoli di appeal insieme ad altri italiani farebbero la differenza. E il clima c’entra fino ad un certo punto, visto che altri paesi simili a noi non hanno questo problema”.

“Gli italiani stanno tornando al cinema e l’aumento del numero degli spettatori in sala è un’ulteriore conferma della crescita dei consumi culturali nel nostro Paese: dal cinema al teatro, dai musei all’acquisto dei libri, fino ai concerti, in questo 2016 il segno è stato positivo”, il commento del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini

- Leggi o scarica il report con i dati dettagliati (.pdf), disponibile sul sito Cinetel.it