Aperti alle proposte di Vivendi se creano valore per Mediaset, dice Pier Silvio Berlusconi. La famiglia è unita sul futuro della tv. Un’intesa con Telecom Italia? Volevamo un accordo per aumentare la banda larga

La famiglia Berlusconi “è totalmente unita, ripeto totalmente”, nella difesa di Mediaset contro la scalata di Vivendi, ma è aperta “a qualsiasi proposta che crei valore e abbia senso industriale” per risolvere il braccio di ferro con Vincent Bollorè. Lo scrive ‘Repubblica’ riferendo la posizione espressa ieri a Londra dal vice presidente e a.d. di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti dopo la presentazione agli analisti delle linee guida del gruppo al 2020.Il manager ha colto la palla al balzo per aprire a un’intesa con Parigi fissando però i paletti per l’accordo. “Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna proposta”, mentre c’è stato un breve incontro “di cortesia” con Arnaud de Puyfontaine, ad di Vivendi, durante il quale “mi ha fatto solo un vago accenno a un accordo societario in Italia con Tim”.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

La rottura con Vivendi ha reso necessario riscrivere il futuro di Premium. L’asta sui diritti per il calcio si farà solo “su basi opportunistiche”, ha spiegato Berlusconi, aggiungendo che la pay-tv dovrà imparare a camminare anche senza sport, dimagrendo, affittando spazi e offrendo canali a terzi., con l’obiettivo di arrivare a 200 milioni di utili operativi.

Freddo invece sul possibile coinvolgimento di Telecom Italia: “Un incrocio tra tv e tlc”, ha spiegato Berlusconi, “ha senso solo per chi si occupa di telecomunicazioni. Noi volevamo avere un accordo con Telecom su Premium, come fanno tutti per aumentare la banda larga”, una strada in teoria “praticabile” anche alla luce del nuovo piano industriale.

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