20 gennaio 2017 | 18:10

Dallo scontro con Vivendi si esce solo per vie legali, dice Pier Silvio Berlusconi: Mediaset non interessata a partecipazioni in Telecom Italia, siamo broadcaster e il nostro core è la tv generalista. Il calcio su Premium? Vedremo tempi e modi per le prossime aste

“Non c’e’ nessuna novità” e dalla vicenda “se ne esce con le vie legali”. Non usa mezzi termini Pier Silvio Berlusconi, ad di Mediaset, per fare il punto della situazione a proposito della vicenda che vede contrapposta la tv di Cologno e la media company francese Vivendi, a margine dell’incontro in banca Imi con gli investitori per presentare le linee guida del gruppo al 2020.

“Abbiamo subito un danno enorme, economico per Mediaset, Fininvest e le attività Premium”, ha detto Berlusconi. “Non è una situazione semplicissima, ma dalle relazioni che vediamo mi sembrano più preoccupati loro. Noi qui siamo e qui rimaniamo: dobbiamo difendere i nostri interessi e di tutti gli azionisti, cosa che abbiamo sempre fatto”.

Commentando le voci su un possibile coinvolgimento di Telecom Italia per risolvere la situazione, il manager ha detto: “Non ci interessa, il nostro mestiere è  il broadcaster”. ”Nell’incontro che ho avuto le scorse settimane con De-Pyfontaine richiesto da loro e organizzato per cortesia ci era stato accennato a una partnership azionaria Tim-Mediaset-Vivendi”, ha spiegato poi accennando all’incontro avuto con Vivendi.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Parlando del futuro del gruppo Berlusconi ha spiegato che l’approccio al futuro “e’ piu’ razionale, il nostro core business e’ la tv generalista e la produzione di contenuti locali in Italia e Spagna. La pay tv puo’ avere ancora un ruolo importante ma con un peso diverso. Il nostro business è come una piramide alla cui base ci sono le produzioni locali e la tv generalista, mentre la punta sono i prodotti a pagamento. La pay tv classica farà molta fatica nei prossimi anni”. E sui diritti per il calcio:  ”Non e’ detto che non si riesca a prendere il calcio. Ad oggi non è contemplato che si possa acquisire con qualche altro partner ma è molto difficile se non impossibile che il calcio vada tutto solo sul satellite”. ”Intendiamo fare una premium più razionale e vedremo i tempi e i modi delle prossime aste”, ha chiosato.

A chi gli chiedeva poi se ci poteva essere una cessione della pay tv, magari ad un operatore come Sky, Berlusconi ha risposto che “tra i vari danni creatisi con le azioni di Vivendi c’e’ anche quella che l’eventuale cessione della pay tv diventa più difficile. Ad oggi comunque non c’è nessuna ipotesi di questo tipo”.

Tornando allo scontro con Vivendi, nel caso si arrivi ad un confronto in assemblea, Berlusconi ha spiegato: ”bisogna veder se si tratta di una assemblea ordinaria o straordinaria: tutto comunque va ai voti ma la maggioranza relativa di Fininvest mi sembra abbastanza solida”. “Anche sul flottante rimanente” Pier Silvio Berlusconi non vede molti patti di manovra per i francesi: “la vedo difficile” in un eventuale conta la supremazia di Vivendi.

“Davvero non sappiamo perchè Vivendi abbia firmato un contratto vincolante e ‘blindato’ per l’acquisto di Premium e poi si sia tirata indietro creandoci tra l’altro un danno enorme: può darsi che fosse il ‘cavallo di Troia’ come dite è stato ipotizzato”, ha concluso.

Secondo quanto riporta Ansa, durante l’incontro sarebbe emersa l’intenzione di Mediaset per preparare una piattaforma per web gratuita con pubblicità che conterrà programmi anche ampliati, cioè con ‘prequel’ e ‘sequel’, rispetto alla normale programmazione televisiva. La nuova piattaforma dovrebbe essere attiva entro l’anno prossimo anche per intercettare la ‘total audience’ che l’Auditel sta approntando, una misurazione che conterrà la visione dei programmi televisivi su tutti i device esistenti.

Secondo gli obiettivi di Mediaset questo nuovo progetto potrebbe incrementare l’audience del Biscione tra il 4 e l’8%. Alla riunione, cui era presente anche Gaetano Micciché, presidente di Banca IMI, i vertici Mediaset hanno confermato l’interesse per operazioni di aggregazione per la controllata Ei Towers.