21 gennaio 2017 | 10:35

Massimo Gramellini saluta ‘La Stampa’ e i suoi lettori prima di passare (il 13 febbraio) al ‘Corriere della Sera’: porto altrove il mio tavolino di parole

Oggi, 21.1.2017, Massimo Gramellini ha pubblicato il suo ultimo ‘Buongiorno’ su La Stampa prima di passare, il 13 febbraio, al Corriere della Sera – Ciao. Come si salutano i lettori con cui hai trascorso ventotto anni della tua vita, gli ultimi diciotto dentro questo rettangolo di parole che minacciava di chiamarsi l’Aiuola e invece – non per merito mio, ma del direttore di allora Marcello Sorgi – divenne il Buongiorno? Sul giornale di domani ci sarà spazio per i ricordi e i passaggi di consegne. Ma oggi voglio dirvi soltanto grazie. Grazie per gli applausi e per le pernacchie, per le segnalazioni e per i rimbrotti. Grazie soprattutto per avere trasformato la lettura dei miei deliri quotidiani in un’abitudine, al punto che quando mi ammalavo o andavo in vacanza venivo inseguito dalle vostre rimostranze: «Ma si può sapere che fine ha fatto?».

Massimo Gramellini (foto Olycom)

Ringrazio i personaggi pubblici per avermi fornito la materia prima. Un ringraziamento speciale va a Silvio Berlusconi, che per molti anni è stato il jolly a cui attingere nelle giornate di magra. Una sera di Ferragosto ero in catalessi davanti al computer, non sapendo cosa accidenti scrivere. Allora lui fece eruttare un finto vulcano in Sardegna e mi salvò. Grazie di cuore a tutte le persone comuni, le cui storie ho portato in prima pagina. Gli addetti ai lavori, e ai livori, le hanno talvolta bollate come buoniste, ma so che sono le preferite dei lettori, specialmente delle lettrici. Satira di costume, invettiva, esercizio di stile (ne ho fatti un paio anche in rima), racconto sentimentale. Il Buongiorno è stato un po’ di tutto questo. Ora porto altrove il mio tavolino di parole, ma non ci si dimette dai propri lettori. È una promessa. O una minaccia, fate voi.