24 gennaio 2017 | 17:00

Fuocoammare finalista per l’Oscar come miglior documentario. Il dg Rai Campo Dall’Orto: siamo molto felici, è un film che risponde alla mission di servizio pubblico. Del Brocco (Rai Cinema): risultato straordinario, è già una vittoria

“Siamo molto felici che un film così importante e complesso abbia raggiunto questo splendido risultato. Un’opera che non solo risponde appieno alla mission di servizio pubblico ma va oltre nell’alimentare un racconto che Rai si impegna a far diventare sempre più internazionale”. Commenta così Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale Rai, l’inclusione di ‘Fuocoammare’ nella cinquina dei film finalisti all’Oscar nella categoria per il miglior documentario.

“L’Italia è il Mediterraneo e Lampedusa ne è non solo il centro geografico, ma soprattutto l’anima – prosegue il dg – un luogo di accoglienza e di apertura, esempio più alto della cultura italiana, al tempo stesso inno all’accoglienza e alla bellezza. ‘Fuocoammare’ incarna questo ideale in tutta la sua forza, facendosi messaggio globale di solidarietà”.

Antonio Campo Dall'Orto (foto Olycom)

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

“Un’altra prova – dice Campo Dall’Orto – che l’audiovisivo italiano è un luogo di eccellenza capace di avere un impatto nella costruzione della pubblica opinione globale su temi tanto difficili quanto importanti come la questione dei migranti”.

“E’ un risultato straordinario, è già una vittoria essere arrivati fin qui. Riuscire ad entrare nella cinquina dei documentari finalisti è la realizzazione di un sogno iniziato un anno fa a Berlino e proseguito in ogni angolo del mondo. Passando per il nostro Paese, con la prima visione che Rai3 ha mandato in onda il 3 ottobre riscuotendo un grande successo di pubblico”, osserva Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema.

“Eravamo convinti – prosegue Del Brocco – che il cinema di Gianfranco Rosi ce l’avrebbe fatta a colpire nel segno e arrivare anche al cuore dei giurati americani. Una platea difficilissima, chiamata a giudicare i documentari prodotti da colossi americani come Amazon e Cbs. Una scommessa quasi impossibile: è dal 1962 che un documentario italiano non riesce ad entrare nella selezione dei film finalisti”.

“Eppure – continua l’ad di Rai Cinema – la piccola isola di Lampedusa ce l’ha fatta anche questa volta, e dopo aver partecipato a ben 50 festival e aver vinto una decina di premi (tra cui l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e il premio come Miglior Documentario agli Efa) ora arriva a Los Angeles con il suo carico di bellezza e di dolore. E aggiungo che per un soffio non è riuscito ad entrare nella short list della categoria per il Miglior Film straniero”.

Paolo Del Brocco (ad di Rai Cinema, foto Olycom)

“Per questa splendida avventura, per le emozioni e le esperienze che abbiamo condiviso in questo anno eccezionale – dichiara Del Brocco – vorrei ringraziare i nostri partner produttivi, Donatella Palermo, Istituto Luce Cinecittà, e ancora Filmitalia e il Ministero dei Beni e delle attività culturali”.

“Tutta l’isola di Lampedusa con i suoi straordinari abitanti, il dottor Bartolo per il lavoro quotidiano che continua a svolgere e il piccolo Samuele. E soprattutto – conclude l’amministratore delegato – Gianfranco Rosi, per l’impegno e la tenacia che ha messo in questa lunga avventura, per il suo cinema che farà ancora molta strada e di cui tutto il Paese deve andare fiero”.