25 gennaio 2017 | 8:49

Grillo striglia i suoi: si parla solo se autorizzati altrimenti richiami e sospensioni. Sul blog la linea della comunicazione dei pentastellati: concordare le uscite con Ilaria Loquenzi, Rocco Casalino e Cristina Belotti

Avvenire – 25/01/2017 – Si stringe sempre di più la cinghia della comunicazione per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo non intende più rincorrere le dichiarazioni dei suoi, che finiscono troppo spesso per smentire la linea concordata a Milano con Casaleggio. Le novità sulla scena nazionale e soprattutto internazionale, a partire dall’era Trump, devono passare prima il vaglio del vertice. Sul blog il fondatore di M5S è ultimativo. «I portavoce eletti del MoVimento 5 Stelle hanno un compito ben definito: dedicarsi al compimento del programma – scrive – . Il programma per le prossime elezioni non sarà definito dai parlamentari ma dagli iscritti. Chi non sarà d’accordo potrà perseguire il suo programma in un’altra forza politica». Se qualcuno lo avesse dimenticato, tutte le «uscite comunicative» dei parlamentari vanno concordate con i responsabili comunicazione: «Non si fanno sconti a nessuno». E se qualcuno non lo ricordasse, scrive ancora, «i responsabili della comunicazione del MoVimento 5 Stelle sono Ilaria Loquenzi, Rocco Casalino e Cristina Belotti, rispettivamente alla Camera, al Senato e in Parlamento Europeo, che si coordinano con Beppe Grillo e Davide Casaleggio». Tutte le uscite comunicative dei portavoce (partecipazioni a eventi, interviste alla tv, interviste ai giornali, post sui social network riguardanti l’azione politica del Movimento 5 Stelle) devono essere concordate con loro. In caso contrario, il rischio è di «cadere nelle trappole giornalistiche o di danneggiare l’immagine» dei grillini. E «chi danneggia l’immagine può incorrere nelle sanzioni definite dal Regolamento: richiami e sospensioni». Insomma, il guru pentastellato prende di mira chi si è espresso negli ultimi giorni. Roberto Fico è solo l’ultimo di una serie, però. Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai aveva detto che i grillini non sono «né trumpiani né salviniani». Ma non è solo lui l’obiettivo del blog del leader 5 Stelle. Con Davide Casaleggio, Grillo si sarebbe sfogato più volte nelle ultime ore. E ha pensato a una sanzione per la senatrice Elisa Bulgarelli, “colpevole” di aver criticato a muso duro su Fb l’Associazione Rousseau. Se la “bacchettata” è stata risparmiata è soltanto per i cavilli legali, che ormai, dopo i tanti ricorsi degli espulsi, rendono più complicato seguire la strada delle sospensioni e delle espulsioni. E però Grillo non ne può più. Tra le ultime stoccate, quelle di Federico D’Incà, che ieri si augurava apertamente un ritorno del sindaco Pizzarotti nelle file del Movimento. E ancora bruciano le parole di Carlo Sibilia che aveva accusato il «tentativo di entrare nell’establishment» con il fallito accordo per passare all’Alde. Non meno di quelle di Paola Nugnes, che criticava le posizioni «nazionaliste e leghiste» più volte evocate dai vertici pentastellati. Carla Ruocco, membro del defunto direttorio, è sotto osservazione assieme a Roberta Lombardi, per la linea dura sul Campidoglio, ma è stata anche ospite la settimana scorsa del World Economic Forum a Davos senza aver avvertito i suoi. Né i diretti interessati né i più diligenti criticano le dure parole del capo. Piuttosto preferiscono smentire i bavagli che sarebbero loro imposti. Molto più duri i commenti degli ex, passati ora ad Alternativa Libera, Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco, che invitano i compagni di un tempo «ad avere coraggio».

 

Beppe Grillo circondato da giornalisti (foto Olycom)

Beppe Grillo circondato da giornalisti (foto Olycom)

La linea politica del MoVimento 5 Stelle la decidono gli iscritti
di Beppe Grillo

I portavoce eletti del MoVimento 5 Stelle hanno un compito ben definito: dedicarsi al compimento del programma votato da 9 milioni di italiani alle politiche del 2013.
Il programma per le prossime elezioni, come nel 2013, non sarà definito dai parlamentari (che pure hanno il compito di proporre dei punti da mettere in votazione), ma dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle come sta avvenendo in queste settimane per il programma energia in votazione su Rousseau. Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti, potrà perseguire (se riuscirà a essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica. Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento, i portavoce devono semplicemente attuarla. Il MoVimento 5 Stelle non è di destra né di sinistra, non è né un po’ più di destra né un po’ più di sinistra, non c’entriamo nulla con queste categorie ideologiche. Quando parliamo di reddito di cittadinanza dicono che siamo di sinistra, anche se loro sono quelli del jobs act e dell’abolizione dell’articolo 18. Quando parliamo di sostegno alla piccola e media impresa dicono che siamo di destra, anche se sono loro quelli che le hanno affossate. Quando invece parliamo di taglio degli stipendi, allora siamo populisti. Questo è il motivo per cui non faremo mai alleanze con i partiti che hanno devastato l’Italia negli ultimi decenni.
I responsabili della comunicazione del MoVimento 5 Stelle sono Ilaria Loquenzi, Rocco Casalino e Cristina Belotti, rispettivamente alla Camera, al Senato e in Parlamento Europeo, che si coordinano con Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Tutte le uscite comunicative dei portavoce (partecipazioni a eventi, interviste alla tv, interviste ai giornali, post sui social network riguardanti l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e simili) devono essere concordate assieme a loro. Altrimenti si rischia di cadere nelle trappole giornalistiche o di danneggiare l’immagine del MoVimento 5 Stelle con uscite goffe e maldestre. Chi danneggia l’immagine del MoVimento 5 Stelle può incorrere nelle sanzioni definite dal Regolamento: richiami e sospensioni. Non si fanno sconti a nessuno.