La Rai non ha intenzione di fare la fine dei circhi che chiudono perché muoiono gli elefanti. Così la presidente Maggioni sul progetto di riforma del settore news

La Rai “non ha intenzione di fare la fine dei circhi che chiudono perche’ muoiono gli elefanti”. Lo ha detto la presidente Monica Maggioni in avvio dell’audizione in Commissione di Vigilanza dove è con il direttore generale e con alcuni dei componenti del Cda (mancano, riferisce l’Agi, per ragioni personali o per altri impegni i consiglieri Fortis, Messa e Siddi) per illustrare il progetto di riforma del settore news. Un piano su cui poi, una volta completato, la stessa commissione si pronuncerà con un atto di indirizzo.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto: Olycom)

“Restare immobili – ha detto Maggioni – significa condannare la Rai semplicemente a smantellarla come fosse un circo. Avete presente i circhi che chiudono perchè gli elefanti muoiono?”. La presidente ha anche sottolineato che “la Rai è tutto meno che irriformabile, è invece riformabilissima, è luogo che vuole essere riformato, e chiede di farlo nel modo giusto e che porti valore a tutte le persone che vi lavorano e a quelle che pagano il canone. E’ urgente procedere in questo percorso di riforma, si è cominciato a farlo, alcuni aspetti della media company cui si punta ci sono già”.

“Il piano è certamente una tappa obbligata su cui stiamo lavorando. Quello che mi sento di dire, a nome anche del cda, è che sia necessario un cambiamento ancora più profondo e non formale”, ha aggiunto ancora Monica Maggioni. “Le prospettive sono quelle di fare il massimo in termini di uso razionale delle risorse”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Malagò contro il Governo: questa non è una riforma, ma un’occupazione del Coni. Replica da Giorgetti: autonomia dello sport non in discussione

Radio digitale, Salini: di serie sulle auto nuove. Sergio: aumenta la fame di contenuti, Rai tira la volata all’intrattenimento in auto

Vivendi acquista la casa editrice Editis per 900 milioni. De Puyfontaine: in Tim situazione grave