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25 gennaio 2017 | 14:59

Il Consiglio d’Europa approva il rapporto Gambaro: servono leggi contro fake-news e manipolazioni – DOCUMENTO

L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato il rapporto “Media online e giornalismo: sfide e responsabilità” della vicepresidente Adele Gambaro (Alde), senatrice del gruppo Ala-Sc.

Adele Gambaro, senatrice del gruppo Ala-Sc

Adele Gambaro, senatrice del gruppo Ala-Sc

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“Un risultato importantissimo – commenta la Gambaro che ha illustrato la relazione alla Plenaria dell’organizzazione internazionale di Strasburgo -. L’obiettivo, quello che il Consiglio d’Europa chiede ai 47 Stati membri, è disciplinare l’informazione online come avviene per quella offline, usando gli strumenti già a disposizione negli ordinamenti giuridici nazionali, le leggi contro le informazioni false, illegali e lesive della dignità personale per contrastare la diffusione di notizie distorte, che quotidianamente inondano internet, consentendo per esempio ai colossi della rete l’uso di selettori software per rimuovere i contenuti falsi, tendenziosi, pedopornografici o violenti”.

In questo contesto, prosegue, “é fondamentale aggregare la collaborazione digitale tra i diversi paesi, oggi ancora carente. Questo, ridiscutendo del tabù dell’anonimato, della trasparenza e della proprietà dei media online, del diritto di replica, del diritto all’oblio, della protezione della privacy e della rimozione dei contenuti online. Le notizie false, o fake news o bufale, ci sono sempre state, ma non sono mai circolate alla velocità di oggi, nel circuito istantaneo della rete. Se è vero che, da un lato, internet e’ uno strumento meraviglioso che ha arricchito la vita di tutti, abbattendo barriere, dall’altro, la libertà che la rete da’ a ciascun utente troppo spesso non ha nulla ha a che fare con il sacrosanto diritto di espressione ma rischia di trasformarsi semplicemente in un sinonimo di totale mancanza di controllo, laddove controllo vuol dire corretta informazione a tutela degli utenti. Ed e’ sotto gli occhi di tutti il danno che può comportare la diffusione di una notizia sbagliata o falsa”.

Se l’informazione diventa disinformazione, ha concluso la senatrice, “i mezzi di comunicazione di massa possono, inoltre, essere utilizzati anche a fine di propaganda e si rischia che notizie manipolate vengano adoperate per influenzare l’opinione pubblica in maniera distorta. Si tratta di una minaccia grave che necessita di una risposta efficace, perché internet oggi rappresenta il mezzo più veloce ed accessibile da sfruttare a tali scopi. Il primo dovere del giornalismo è quello nei confronti della verità e tra i capisaldi di ogni sistema democratico risiedono, al contempo, la libertà e la credibilità dell’informazione”.

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“Bene la discussione in Consiglio d’Europa e la relativa approvazione del rapporto Gambaro. E’ un primo piccolissimo passo vista la complessita’ della materia e i problemi tecnici annessi, con il rischio molto alto di trasformare la doversosa verifica della veridicita’ delle notizie, gia’ prevista dalla legge, in censura. Ma il problema c’e’ tutto ed e’ arrivato il momento di parlarne seriamente”. Cosi’, in una nota, la senatrice Pd Rosaria Capacchione dopo il via libera dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa al rapporto ‘Media online e giornalismo: sfide e responsabilita’, approvato questa mattina dalla Plenaria di Strasburgo.

“Oggi si è aggiunto tassello fondamentale per la libertà di stampa e per la tutela del giornalismo professionistico. L’informazione rappresenta uno dei cardini delle democrazie moderne e pertanto è indispensabile che sia sempre oggettiva e accurata”. Così l’onorevole Giuseppe Galati, del gruppo Ala-Sc, al termine dei lavori dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo. “D’altronde – aggiunge – bisogna ricordare che, per esempio, in Italia i giornalisti per evitare sanzioni di qualsiasi genere devono attenersi a regole stringenti proprie del diritto di cronaca. La principale è il rispetto della veridicità dei fatti, presupposto della differenza tra libertà di espressione e diritto-dovere di cronaca”.