25 gennaio 2017 | 17:28

Il successo di ‘Agorà’ su ‘diMartedì’ dimostra che la Rai ha le risorse per fare informazione, dice il deputato Pd, Anzaldi. L’azienda rifletta se, dopo i risultati di Greco, sia giusto spostare ‘Cartabianca’ di Berlinguer anche in prima serata

Anna Rotili – Ieri sera su Raitre ‘Agorà’ di Gerardo Greco, dopo un debutto in salita, è riuscito a battere ‘DiMartedì’ di Giovanni Floris su La7. I numeri di Auditel parlano chiari: Agorà ha totalizzato 1,4 milioni di spettatori e il 5,9% di share, DiMartedì si è fermato a 1,1milioni di spettatori e il 5,6% di share. Una vittoria dopo tanti mesi che il martedì informativo era diventato appannaggio de La7 che risente della perdita di Maurizio Crozza.

Dal 10 gennaio, come è noto, Greco con ‘Agorà’ ha preso il posto di ‘Politics’, morto e sepolto. Ma è una collocazione momentanea in attesa della già stabilita staffetta con Bianca Berlinguer che, dopo Sanremo, prenderà le redini dell’approfondimento politico della rete di Daria Bignardi mantenendo anche il suo ‘Cartabianca’ pomeridiano quotidiano prima del tg.

Nella foto Gerardo Greco e Bianca Berlinguer

Del risultato di ‘Agorà’ è molto compiaciuto Michele Anzaldi, parlamentare Pd attentissimo alle vicende della Rai di Campo Dall’Orto, che lo considera “la dimostrazione che il servizio pubblico può avere le risorse e le professionalità anche al suo interno per adempiere i suoi doveri informativi”. Ora, però il deputato Pd teme “che, dopo tanti errori, flop e scelte incomprensibili fatti a partire dalla scriteriata gestione di ‘Ballarò’ e il regalo di Floris alla concorrenza, si vada incontro all’ennesima scelta avventata. Greco sta lavorando bene, ha riportato Raitre in testa. Che senso ha fare un altro salto nel buio e sacrificare la Berlinguer in prima serata, con tutte le incognite del caso? Costringendola a un doppio lavoro che rischia di danneggiare sia il preserale che l’eventuale nuova trasmissione settimanale. Peraltro il punto debole della conduttrice sembrano essere proprio gli ascolti”.

Anzaldi non considera ‘Cartabianca’ un successo di audience: “Dopo una partenza promettente, si sta rivelando un problema per la rete, danneggiando sia un marchio storico come ‘Geo’, che ha ceduto parte del suo spazio alla Berlinguer, sia il Tg3 di Luca Mazzà, che ha un traino più debole e deve fare i salti mortali per recuperare. I numeri parlano chiaro. ‘Cartabianca’ è in onda dal 7 novembre. Nel periodo 7/11-23/12 ‘Geo’ ha registrato un ascolto pari al 10,3% di share, ‘Cartabiancak l’ 8,9%, il Tg3 10,7. In sostanza la trasmissione condotta da Bianca Berlinguer ha fatto perdere in media alla rete 1,4% di share, che poi il Tg3 è stato costretto a recuperare. La differenza si è vista durante la sospensione natalizia di ‘Cartabianca’, con ‘Geo’ tornato al suo orario originario”.

“Nel periodo 26/12-6/01 ‘Geo’ (esteso fino alle ore 19) ha registrato una media del 12%, superiore sia alla sua media di stagione sia a quanto ha fatto registrare ‘Cartabianca’ (+3,1%)”, sottolinea Anzaldi. “Anche il Tg3 è cresciuto durante le feste, passando da una media del 10,7% all’11,1%. Se nel periodo novembre-dicembre il telegiornale di Mazzà aveva fatto registrare una media di telespettatori di 1.918.571, nelle due settimane festive, grazie al traino di ‘Geo’, la media si è alzata a 2.116.000, ovvero 200mila telespettatori in più”.

Con la ripresa dei palinsesti ordinari in gennaio il divario tra ‘Geo’ e ‘Cartabianca’ si è fatto ancora più ampio. Nel periodo 9/01-20/01 “Geo” ha ottenuto uno share del 10,5%, mentre ‘Cartabianca’ si è attestata all’8,8%: una differenza di 1,7% (prima delle feste era l’1,4%). A gennaio “Geo” ha superato “Cartabianca” non soltanto in termini di share ma anche in telespettatori assoluti, sebbene con l’avvicinarsi della sera la platea vada rapidamente in aumento: media di 1.452.000 telespettatori per “Geo”, media di 1.432.400 per “Cartabianca”(-20.000)”.

Di fronte a una situazione del genere Anzaldi cosa si aspetta faccia la Rai? “L’azienda dovrebbe riflettere attentamente, prima di rischiare un salto all’indietro. E’ opportuno esporre nel mezzo della stagione una giornalista di punta dell’azienda, come Bianca Berlinguer, alla prima serata? A maggior ragione dopo i problemi di ascolto che fa registrare il suo “Cartabianca” e dopo i successi fatti registrare da Gerardo Greco e la sua squadra. Non si rischia di fare l’ennesimo regalo alla concorrenza? Stavolta però è opportuno che chi paga il canone sappia con precisione nomi e cognomi di chi si assume la responsabilità della decisione”.