26 gennaio 2017 | 18:00

L’Antitrust boccia le procedure per l’assegnazione dei diritti tv del calcio per le stagioni 2018-2021. Secondo l’Authority mancano dettagli per la definizione dei pacchetti e delle regole d’assegnazione

L’Antitrust ha deliberato di non approvare le procedure di assegnazione dei diritti tv da parte della Lega Calcio per le stagioni dal 2018 al 2021. Secondo quanto segnala l’agenzia Ansa, mancherebbero dettagli importanti nella definizione dei pacchetti e delle regole di assegnazione degli stessi, a partire dall’assenza delle indicazioni sui soggetti che possono partecipare alle procedure di assegnazione.

Lo scorso dicembre, il Garante per la concorrenza aveva richiesto informazioni alla Lega Calcio sul numero e la tipologia dei pacchetti offerti al mercato, e sulle relative procedure di offerta, per verificare il rispetto delle norme concorrenziali. In particolare, è stato richiesto un chiarimento sui criteri utilizzati per adottare pacchetti che fossero equilibrati fra loro: le gare oggetto dei diritti sono quelle di Serie A, Coppa Italia, Supercoppa e le relative competizioni del campionato Primavera.

Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Agcm (foto Olycom)

Nella risposta della Lega, arrivata a gennaio, veniva spiegato che l’invito alle offerte verrà presentato a marzo, senza che però vengano rese note le modalità di commercializzazione dei pacchetti, perché, spiegava la Lega Calcio, ciò potrebbe compromettere il valore stesso dei diritti.

I dettagli richiesti verrebbero forniti solo al momento dell’invio degli inviti, compromettendo però la possibilità degli offerenti di formulare le rispettive proposte. In particolare, secondo il Garante risultano carenti le indicazioni circa i soggetti che possono partecipare alle procedure di assegnazione, consentendo ingiustificate discriminazioni, così come sono carenti le regole che consentano una assegnazione dei diritti rispettosa fedelmente delle offerte presentate. Secondo l’Antitrust, un maggior dettaglio nell’individuazione dei pacchetti e delle regole di gara rappresenterebbe uno stimolo alla partecipazione e al confronto. Al contrario, le linee guida della Lega Calcio non garantirebbero condizioni di equità, trasparenza e non discriminazione.

Anche dall’Agcom è arrivata la richiesta di apportare alcune modifiche alle linee guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi della Serie A e di altre competizioni per le stagioni sportive 2018-2021. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in una nota ha precisato che la richiesta non incide sull’inquadramento generale delle linee guida e che la decisione di rinviare l’approvazione è messa in relazione anche alla necessità del sì contemporaneo di Agcom e Agcm.

Le modifiche richieste dall’Agcom hanno riguardato i profili di propria competenza, specifica l’Autorità, in particolare la tutela dei consumatori e degli utenti e le condizioni di accesso al segnale. Alla luce del fatto che la legge Melandri prevede l’approvazione sia di Antitrust sia di Agcom, il Consiglio dell’Autorità ha deciso di rinviare l’approvazione definitiva delle linee guida successivamente alla trasmissione da parte della Lega Calcio del testo modificato alla luce dei rilievi formulati da entrambe le Autorità. Rispetto a questa posizione, precisa ancora il Garante, il Commissario Antonio Martusciello ha espresso voto contrario, aderendo alla proposta di approvazione finale delle linee guida della Lega Calcio presentata al Consiglio dagli Uffici.

Infront, advisor della Lega, si sarebbe detta sorpresa dai rilievi di chiarezza e precisione mossi dall’Antitrust. Le linee guida per la prossima vendita, avrebbero sottolineato le fonti di Infront riprese dall’agenzia Ansa, in attesa di valutare i rilievi mossi dall’Antitrust, sono piu’ precise e stringenti di quelle precedenti.