Protagonisti del mese

28 gennaio 2017 | 8:31

Difendiamoci in Rete

Il garante Antonello Soro fa un bilancio della legge sulla privacy a 20 anni dalla sua approvazione. “Dico che la cultura della privacy non è cresciuta abbastanza”. “Siamo sempre pronti a difenderla quando è la nostra, per poi scoprirci molto indulgenti su quella degli altri. In questi 20 anni la cultura del rispetto della dignità delle persone non è migliorata di molto. Nella società, come sui media. Certo, esistono i codici deontologici, le Carte in difesa dei soggetti più deboli. In teoria i passi in avanti sono stati notevoli. Ma nella quotidianità ci troviamo troppo spesso di fronte ad abusi e a una certa ritrosia a riconoscere gli errori, a intervenire rapidamente per ristabilire un diritto violato”.

Antonello Soro

“La nostra funzione di intermediazione sarà sempre più strategica”, spiega Soro. “Dobbiamo investire sulla consapevolezza degli utenti, rafforzare il potere di intervento del cittadino nell’ottenere la rimozione di un contenuto lesivo in un rapporto con il gestore che oggi è squilibrato. Puntiamo sulla comprensione del mondo politico, le procedure vanno aggiornate continuamente, e sulle famiglie, sulla scuola. È quello il luogo dove far passare il messaggio culturale. La dimensione digitale non è un mondo virtuale, è la realtà. Non esiste l’impunità per un atto compiuto su un social. Troppo spesso i genitori sono complici dei figli nel non difendere questo principio. Dobbiamo essere i primi a voler difendere la nostra dignità, informandoci e imparando a conoscere gli effetti che i nostri comportamenti sulla Rete possono produrre”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 479 – Gennaio 2017

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