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28 gennaio 2017 | 8:31

Total audience all’italiana

Far diventare Auditel un’indagine televisiva di assoluta avanguardia, il cuore pulsante di un sistema più ‘connesso’ di ricerche sui media. Sarebbe parso temerario solo pensarlo quando, il 9 ottobre 2015, un articolo del Corriere della Sera aveva svelato come fosse stata compromessa la ‘sacra’ segretezza del campione e sembrava che una catastrofe senza precedenti si stesse per abbattere sul sistema di rilevazione degli ascolti.

Andrea Imperiali, presidente Auditel

I nervi saldi e il tempismo del presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, dei broadcaster e di tutte le altre componenti del mercato, ma anche la reattività del fornitore ‘colpevole’ dell’errore, Nielsen (che oltre a perdere la commessa rischiava di dover pagare danni milionari), hanno poi fatto in modo che si riuscisse a tornare rapidamente a una situazione di relativa normalità.

Le dimissioni del presidente storico di Auditel, Giuliano Malgara, all’inizio del 2016, l’incarico ad Andrea Imperiali, arrivato il 4 febbraio e voluto da Sassoli come garante del processo di rinnovamento più complessivo e, quindi, l’avvenuta sostituzione nei tempi e nei modi previsti di tutte le famiglie del campione ‘inquinato’ sono stati gli altri momenti chiave che hanno scandito la storia recente dell’istituto super partes.

Ebbene, anche nei mesi immediatamente successivi al cosiddetto Audigate, nonostante i problemi ancora da risolvere e le verifiche da fare, i vertici di Auditel non hanno mai smesso di lavorare anche al futuro della ricerca.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 479 – Gennaio 2017

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