Editoria

30 gennaio 2017 | 12:31

L’algoritmo della responsabilità per contrastare le bugie della post-verità. Dialogo tra l’Arcivescovo di Milano, Daria Bignardi e Carlo Verdelli. Scola: nell’epoca di Zuckerberg per arrivare alla realtà serve un lavoro (VIDEO)

di Matteo Rigamonti – Costruire insieme l’algoritmo della credibilità per contrastare quello della post-verità. Aiutando le persone, soprattutto le giovani generazioni, a riscoprire la realtà in un’epoca in cui sui media tende a dominare il concetto di verosimile. E’ la sfida lanciata in occasione del tradizionale confronto tra l’Arcivescovo di Milano e i giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione. Per l’occasione, a dialogare con il cardinale Angelo Scola presso l’Istituto dei Ciechi, erano presenti Daria Bignardi e Carlo Verdelli con Massimo Bernardini come moderatore.

Da sinistra: Angelo Scola, Massimo Bernardini, Daria Bignardi, Carlo Verdelli (Foto: Primaonline)

Il confronto ha preso le mosse da un articolo della direttrice del ‘Guardian’, Katharine Viner, che si è chiesta se esista un “indebolimento dell’importanza sociale della verità, per cui non siamo più capaci di metterci d’accordo” e se ripartire dai fatti sia ancora possibile.

“I fatti oggettivi stanno diventando meno influenti degli appelli alle emozioni e alle esperienze personali”, ha esordito Carlo Verdelli, secondo cui “prima della post-verità vi è quasi sempre una bugia che ha più attrattiva della semplice verità”. E ha aggiunto: “la post-verità non è propriamente un bugia ma, specie sui media, essa si espande per diventare vera o verosimile, tanto è vero che, in Germania, è stata scelta come parola dell’anno seppure nel senso più proprio di ‘post-fattuale’”.

Nel passaggio “dall’era di Gutemberg a quella di Zuckerberg”, fondatore di Facebook, ha detto Verdelli, “brevettare l’algoritmo della credibilità è un dovere di tutti i giornalisti che, con umiltà, devono essere francescani della notizia”.

“Non facciamo che la post-verità diventi anch’essa una moda”, ha messo in guardia Daria Bignardi, “perché è un problema vero che viene al pettine, soprattutto in Italia”. Il nodo, ha aggiunto, “è quanto ci importa della verità e di avere la certezza che quello che si legge o si vede nei telegiornali sia vero. Su questo dobbiamo riflettere, perché in un’epoca di narcisismo, tutto ciò viene aggravato. Tornare allo spartiacque tra informazione autorevole e meno accurata, può permettere di arginare questo mare di post e presunte verità”.

“Il verosimile è una grande tentazione massmediatica”, ha concluso Angelo Scola, “ma questo deve indurre a un lavoro ulteriore per arrivare alla realtà, accettando che il reale mantenga sempre una componente e un aspetto ultimamente misterioso”.

Secondo il cardinale, consapevole che “Facebook è diventato lo strumento principale del pianeta”, è altresì importante, nel “frangente storico in cui prevale la post-verità – che è anche una post-falsità – mettere l’io al centro: non si tratta di imporre un serie di regole, ma di vivere la persona nella sua interezza. La scelta di giudicare con benevolenza, attraverso un ascolto di fecondazione, permette di stare in questo mondo con piedi solidi”.

Leggi o scarica l’intervento di Carlo Verdelli.

Guarda il video dell’incontro: