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30 gennaio 2017 | 15:51

L’ingresso di Mediaset nel mercato radiofonico ha scombussolato gli equilibri. Linus, direttore di Radio Deejay: si vince puntando sulla qualità dei conduttori

Roberto Borghi – E’ un Linus a tutto campo quello che oggi nella sede di Via Massena a Milano ha presentato ‘Party like a Deejay’ che il 1° febbraio al Pala Alpitour Torino festeggia i 35 anni del network del Gruppo Editoriale L’Espresso.

Linus (foto Primaonline)

Linus (foto Primaonline)

Una festa – diventata itinerante da un paio di anni – la cui organizzazione costa circa 650mila euro. Il biglietto per partecipare all’evento è 20 euro, cifra stabilita “non certo per rientrare dalle spese, ma per garantirci la certezza delle presenze”, spiega il direttore di Radio Deejay, emittente che  ha circa 4.8 milioni di ascoltatori al giorno. “Il 14 febbraio arriveranno i nuovi dati di audience che però, come avviene da anni, non dovrebbero riservare grandi sorprese soprattutto nelle prime posizioni dove, a parte la leadership di Rtl, ce la giochiamo con Rds e 105. Anche se quest’ultima potrebbe godere della maggiore visibilità che le sta assicurando la nuova proprietà Mediaset”.

In 35 anni lo scenario radiofonico è molto cambiato. in particolare da quando questa estate Mediaset  ha acquisito le emittenti Finelco (105, Virgin e Rmc) che si aggiungono a R101. “E’ come se nel settore fosse arrivata la Morte Nera di Guerre Stellari, una potenza commerciale enorme, con in mano un pacchetto vasto ed eterogeneo di proposte, capace di scompaginare le carte in tavola”, dice Linus,  ”a questa potenza di fuoco credo si debba rispondere come facciamo noi: puntando su un prodotto esclusivo e di pregio, su un’offerta editoriale unica e molto personale”.