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01 febbraio 2017 | 18:20

In 5 anni la tv ha perso il 25% dei ricavi pubblicitari. Dati Mediobanca: per Mediaset, Sky, Rai, Discovery e La7 ricavi in crescita (+1,4%) dopo anni di sofferenza (INFOGRAFICA)

L’insieme dei cinque maggiori operatori televisivi italiani (Mediaset, Sky Italia, Rai, Discovery Italia e LA7)4 segna nel 2015 una leggera svolta di tendenza, con un incremento dei ricavi (+1,4%) dopo anni di continua flessione (-2,9% nel 2014, -3,9% nel 2013 e -6,9% nel 2012); è in ripresa la raccolta pubblicitaria (+2,4%), mentre i servizi a pagamento (abbonamenti e pay per view) hanno subìto una contrazione (-1,7%). Nell’arco temporale 2011-2015 il fatturato aggregato è caduto del 13,5%, penalizzato soprattutto dalla flessione della raccolta pubblicitaria (-25%), perdendo complessivamente 1,4 miliardi di ricavi in cinque anni. Emerge dal Focus R&S Mediobanca sul settore tv (2011-2016) Analisi sui maggiori operatori del settore televisivo (PDF)

L’insieme dei ricavi televisivi nel 2015 si attesta sugli 8,9 miliardi di euro (di cui 1 mld all’estero, essenzialmente in Spagna), dopo essersi mantenuto attorno ai 9-10 miliardi nel triennio 2011-2013. Il
fatturato aggregato nel 2015 è derivato per il 41,2% dalla pubblicità (46,4% nel 2011), per il 32,7% dai servizi a pagamento (29,4%) e per il 18,4% dal canone Rai (16,7%). Nonostante la costante perdita di
peso sul totale, la pubblicità rappresenta ancora la maggiore fonte difinanziamento per il mezzo televisivo; di poco inferiore è l’incidenza delle offerte a pagamento la cui quota sul totale ricavi, in crescita
dal 2011, risulta sempre più vicina a quella della raccolta pubblicitaria.

 

 

 

Nel 2015 il Gruppo Mediaset ha leggermente incrementato i ricavi rispetto all’anno precedente (+1,8%), segnando +1,4% in Italia e +2,8% in Spagna; anche Sky (bilancio al 30 giugno 2016) e Rai registrano
aumenti di fatturato nel 2015, rispettivamente +0,4% e +1,4%, ma è sempre Discovery ad emergere segnando un incremento a due cifre  (+17,5%); sono in calo i ricavi di LA7 (-8,1%). Si ricorda che Mediaset è l’unico gruppo a respiro internazionale: 5 nel 2015 ha realizzato quasi un terzo dei propri ricavi all’estero, essenzialmentein Spagna dove Mediaset España Communicacion si colloca al primo posto per quota di ascolto nel 2015 (33,1% share medio intera giornata).

- Leggi o scarica il Focus R&S Mediobanca sul settore tv (2011-2016) Analisi sui maggiori operatori del settore televisivo (PDF)

Nel quinquennio 2011-2015, limitatamente ai tre maggiori operatori, il Gruppo Mediaset ha segnato la caduta dei ricavi più incisiva (-18,3%, di cui -22,4% in Italia e -7,1% in Spagna), superiore a quella del Gruppo Rai (-14,9%). Il calo pubblicitario subìto dalla Rai è stato superiore a quello di Mediaset e Sky (-31,7% sul 2011 contro -23,8% e -17,2%). Sempre nel periodo 2011-15 la tariffa pubblicitaria applicata dalla Rai è invece aumentata del 3,7%,contro un calo del 20% di quella di Mediaset. Scorporando la raccolta pubblicitaria radiofonica da quella televisiva in Rai, la pubblicità TV segna un calo del 30,5%, quella radiofonica del 39,1% nell’ultimo quinquennio. Mediaset ha beneficiato dello sviluppo della pay per view, con introiti passati da 525 a 559 milioni tra il 2011 e il 2015 (+6,5%). In leggero calo i ricavi da abbonamento di Sky (-2,9%).

Le principali voci dei ricavi dei gruppi televisivi nel 2015 sono diverse: la raccolta pubblicitaria per Mediaset (72,7% del totale, era il 77,9% nel 2011), LA7 (93,1% in aumento dall’87,1% del 2011) e Discovery (89,7%), il canone per la Rai (arrivato al 66,4% del totale nel 2015 dal 58,3% del 2011), gli abbonamenti per Sky (85,5%, in aumento dall’84,6% del 2011).

Prosegue il trend di redistribuzione delle quote di ascolto dalle reti generaliste ai canali tematici:nel quinquennio 2011-2015, da una parte è in crescita costante il numero dei telespettatori che seguono programmi televisivi trasmessi sia dai canali di nuovi operatori (es: +3,9 p.p. Discovery), sia dai canali specializzati digitali di Rai e Mediaset (rispettivamente +2 p.p. e +2,1 p.p.), dall’altra sono in calo le quote di ascolto delle reti generaliste (più marcata per Mediaset -6,3 p.p., più contenuta per Rai -5 p.p.). Emerge dall’annuario 2016 di R&S Mediobanca sui principali operatori televisivi.

Sempre nel 2011-2015 continua a ridursi progressivamente il distacco fra la quota di ascolto complessiva (reti generaliste e canali specializzati) dei due maggiori operatori e quella degli altri player considerati nel loro insieme (-3 p.p. Rai e -4,2 p.p. Mediaset, +7,2 p.p. altri operatori): i primi due scendono al 69,4% di share nel 2015(37,2% Rai, che mantiene la leadership, e 32,2% Mediaset) contro il
76,6% di cinque anni prima (40,2% Rai e 36,4% Mediaset). Sono seguiti da Sky (6,7%, +1,1 p.p. rispetto al 2011), Discovery (6,3%, +3,9 p.p. sul 2011) e LA7 (3,6%, -0,4 p.p. sul 2011). Nel loro insieme i cinque  operatori considerati raggiungono l’86% delle quote di ascolto nel giorno medio.

Nel 2015 Rai 1 si conferma il canale più seguito dagli italiani nel giorno medio (17%, -0,3 punti rispetto al 2014), davanti a Canale 5 (15,4%, +0,2 punti).

La classifica dei canali specializzati più visti nel 2015 vede in testa Real Time di Discovery (1,46%) e Rai YoYo (1,43%) che sale al secondo posto (occupato lo scorso anno da DMax di Discovery). Nella Top10 dei canali specializzati, Rai ne posiziona quattro (Rai YoYo, Rai Movie, Rai Premium e Rai 4), contro i tre di Mediaset (Iris, Top Crime e Boing), i due di Discovery (Real Time e DMax) e l’unico di Sky (Cielo). Rai si distingue per essere l’editore con l’offerta gratuita di canali digitali più ampia in Italia (14 canali), mentre nel segmento pay del digitale terrestre il primo operatore è Mediaset.

Simili le classifiche se si guarda al dato di ascolto in prima serata nel 2015: Rai al primo posto con il 38,3% di share (-1 punto rispetto al 2014), davanti al 33,9% di Mediaset (+0,2punti); seguono Sky (7,4%,
+0,1 punti), Discovery (4,7%, +0,6 punti) e LA7 (4,3%, -0,1 punto). Inprima serata nel 2015 il canale più seguito dagli italiani si è confermato Rai 1 (18,2%, -1 punto sul 2014), davanti a Canale 5 (15,9%, +0,5 punti).

Con specifico riguardo alla domanda d’informazione da parte dei telespettatori, la televisione in chiaro rappresenta la fonte principale dalla quale i cittadini reperiscono le notizie; diversamente, la televisione a pagamento si configura come una fonte d’informazione di nicchia. Tale evidenza è suffragata dai dati di ascolto relativi ai principali telegiornali trasmessi: Sky TG24, il principale telegiornale dell’offerta televisiva a pagamento, raggiungevalori di ascolto decisamente inferiori rispetto ai TG diffusi sui principali canali in chiaro, con una quota di ascolto che, in tutte le fasce orarie considerate, rimane al di sotto dell’1%.

Rai, in prima battuta, e Mediaset rappresentano ancora i due principali editori a informare i cittadini sull’attualità: nel 2015 i quattro telegiornali serali del Gruppo Rai (incluso il TGR) sono stati seguiti complessivamente dal 55,8% della popolazione, i tredel Gruppo Mediaset dal 28,6%; segue TG LA7 con il 5,1%. Al primo posto per ascolti si conferma anche nel 2015 il TG1 della sera (24,7%,in aumento dal 23,7% del 2014), seguito dal TG5 con il 18,2% (in calo dal 19,4% del 2014).

I Gruppi Rai e Mediaset sono presenti anche nella radiofonia. Il Gruppo Rai, storicamente presente nel settore radio, si colloca al secondo posto del mercato nel 2015 con il 12% (di cui 5,2% Radio Uno, 4% Radio Due, 2,2% Radio Tre e Isoradio 0,6%) di ascolto medio giornaliero dietro al 14,8% del Gruppo Mediaset (emittenti R101, Radio 105 Network, Radio Montecarlo e Virgin Radio) e tallonato dal Gruppo
Editoriale L’Espresso (emittenti Radio Deejay, Radio Capital e m2o) con l’11,3%. La rete radio più ascoltata nel 2015 risulta essere RTL 102.5, seguita da RDS, Radio Deejay, Radio Italia, Radio 105 Network eRadio Uno. Nel peak time dalle 6.00 alle 9.00 del mattino il Gruppo  Rai si colloca al primo posto con il 18,3% seguito dal Gruppo Mediaset con il 15%. (AdnKronos)

 

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