01 febbraio 2017 | 17:35

Il consiglio regionale del Lazio approva la mozione sulla vertenza Sky Italia: non arretriamo su diritti e tutela del sistema radiotv e del suo indotto a Roma

“Approvata dal Consiglio regionale del Lazio all’unanimita’ una mozione sulla vertenza Sky. Con i fatti a fianco dei lavoratori, non arretriamo su diritti e sulla tutela del sistema radiotelevisivo e del suo indotto economico a Roma”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori.

 Daniele Leodori

Daniele Leodori

Il Consiglio regionale del Lazio ha impegnato il presidente Nicola Zingaretti a intraprendere “di comune accordo con la sindaca di Roma Capitale”, Virginia Raggi, tutte le azioni per tutelare i lavoratori di Sky Italia che rischiano il licenziamento o il trasferimento. La mozione bipartisan, con primo firmatario il presidente della terza commissione, Giuseppe Emanuele Cangemi (Cuoritaliani), e’ stata approvata all’unanimita’ dall’Aula della Pisana. A Zingaretti la mozione chiede di intervenire “con gli assessorati al lavoro e alle attivita’ produttive, garantendo inoltre anche un’opportuna presenza istituzionale al tavolo aperto della commissione di vigilanza del pluralismo dell’informazione che ha intrapreso tempestivamente l’iniziativa per affrontare questa vertenza, che rischia di penalizzare gravemente un settore gia’ in profonda crisi”. La mozione nasce sulla scorta della decisione di Sky Italia di concentrare il suo Tg24 e le attivita’ di altri settori aziendali nella sede di Milano. Nel piano presentato per la sede romana emergono – secondo l’atto approvato dal Consiglio – 120 esuberi tra tecnici e giornalisti e 300 trasferimenti su un totale di circa 600 dipendenti attualmente occupati nella sede di Roma. “Il piano e’ quello di chiudere la sede romana – si legge nella premessa della mozione – lasciando solo un presidio, con conseguenze inevitabili anche sull’indotto misurabile in circa mille unita’. Una decisione che desta forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e per l’impatto sulla vita di centinaia di giornalisti e tecnici, comprese le loro famiglie”.

Numerose le sottoscrizioni alla mozione annunciate in aula durante la discussione. Diversi consiglieri sono intervenuti, oltre a Cangemi, che ha reclamato la presenza degli assessori competenti alla prossima audizione sulla vicenda Sky, in programma venerdi’, ha annunciato che in quella occasione sara’ presente un delegato di Roma Capitale. Marta Bonafoni (Si – Sel) ha posto l’accento sulle preoccupanti ricadute occupazionali per le famiglie e evidenziato negativamente l’atteggiamento assunto da Sky (assente, la scorsa settimana, dall’audizione in commissione Vigilanza). Riccardo Agostini (Pd) ha sottolineato la perdita di attrattiva della citta’ di Roma, gli effetti diretti e indiretti sull’indotto e su tutto il centrosud. Fabio De Lillo (Cuoritaliani) ha parlato del “differente atteggiamento del Consiglio rispetto alla Giunta” e denunciato la scarsa capacita’ di attrattiva del Lazio. Silvana Denicolo’ (M5s) ha riconosciuto che “le aziende multinazionali hanno diritto di compiere le loro scelte” ed “e’ un problema dell’Italia quello di non essere attrattiva e non della citta’ di Roma”. Infine Giuseppe Simeone (Forza Italia) ha rivendicato il diritto della Regione a intervenire nella vertenza come le compete in base all’articolo 30 della legge regionale sul pluralismo dell’informazione, approvata di recente. La norma prevede la tutela dei livelli occupazionali nel territorio regionale per gli operatori del settore e assegna all’istituzione regionale il compito di farsi parte attiva per la risoluzione delle problematiche del comparto audiovisivo. (ITALPRESS).