02 febbraio 2017 | 14:41

Contro le fake news basterebbe il controllo Iap purchè aderiscano gli Ott. La proposta del presidente Upa, Sassoli de Bianchi piace anche all’Antitrust: allontana idea che ci sia volontà di censura. Fontana (Corsera): la parola d’ordine è credibilità

Per vigilare contro il fenomeno delle bufale su Internet potrebbe scendere in campo l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria “purché ad esso aderiscano anche gli Over the top”, da Google a Facebook agli altri colossi della Rete. E’ la proposta – ripresa da AdnKronos – che arriva da Lorenzo Sassoli de Bianchi, il presidente di Upa, l’associazione degli utenti pubblicitari, che spiega come chi si sentisse colpito o denigrato da un’informazione veicolata sul web potrebbe rivolgersi allo Iap che avrebbe il vantaggio di essere “un organismo terzo” allontanando cosi’ ipotesi o sospetti di censura. 

Lorenzo Sassoli de Bianchi (Foto: Primaonline.it)

Lorenzo Sassoli de Bianchi (Foto: Primaonline.it)

L’Istituto praticamente estenderebbe la tutela del pubblico che oggi è riferita alla sola comunicazione commerciale che deve essere veritiera. “Non c’è solo la libertà di stampa ma anche il diritto del cittadino ad essere correttamente informato. Quello che avviene su Internet – sottolinea Sassoli – non risponde piu’ alla nominatività che vuole dire assunzione di responsabilità, rispetto, fiducia”.L’occasione per fare il punto sulla diffusione di false notizie in rete è stato il convegno promosso dalla Fieg sul tema ‘Verso un’informazione trasparente e attendibile/ digitale tra ambiguità e responsabilità’, moderato da Maria Latella e a cui hanno preso parte anche il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, il presidente della Fieg Maurizio Costa e il direttore del Corriere della sera Luciano Fontana.

“Non possiamo rimanere fermi a sistemi giuridici basati sul mondo di ieri”, ribadisce il presidente dell’Antitrust che è stato tra i primi a mettere in guardia dal fenomeno delle fake news. Occorre una grande agenda politico-culturale che affronti il problema che non riguarda solo l’informazione, ma piu’ in generale la democrazia”. Per Pitruzzella la proposta di Sassoli “è molto intelligente perchè aiuta o attenua il rischio che si pensi che lo Stato voglia diventare ‘censore’. Nessuno vuole la censura”.Per il presidente degli editori contro il fenomeno delle fake news ci vuole un “algoritmo della credibilità, quello con cui noi rispondiamo alla sfida”: una formula che si puo’ riassumere “in tre parole chiave: professionalità; autorevolezza;fiducia. La certificazione dei brand deve avvenire all’interno di questo circolo virtuoso”, ha spiegato Costa.

Credibilità è la parola d’ordine contro le false informazioni in Rete anche per Luciano Fontana, che comunque invita a “lavorare per progressioni perché siamo di fronte a un contesto molto complicato” in cui “qualche responsabilità” se la devono prendere anche i colossi di Internet visto che “per la carta stampata ci sono regole stringenti”. Per ora la certezza è una: “il giornalismo è uno scoglio, un’ancora in
un mare che ci sta travolgendo”, conclude il direttore del ‘Corriere della sera’.