03 febbraio 2017 | 9:17

Snapchat a Wall Street punta a raccogliere 3 miliardi di dollari. “La nostra raccolta pubblicitaria è giovane ma cresce rapidamente”

Snap Inc., la società che controlla l’app di messaggistica SnapChat, ha depositato il prospetto informativo per la sua Ipo, che sarà gestita da Morgan Stanley, Goldman Sachs e Jp Morgan. Confermata la scelta del New York Stock Exchange quale sede di quotazione e non sul listino tecnologico del Nasdaq.

La società californiana  ha in particolare depositato un file S-1 presso la Sec con un’indicazione preliminare di 3 miliardi di dollari per la dimensione dell’Ipo. Altri dettagli non sono stati resi noti ma è probabile che l’offerta possa arrivare a valere tra 20 e 25 miliardi di dollari sulla base delle indiscrezioni sulle valutazioni raggiunte durante gli ultimi fundraising. L’Ipo sarà comunque la maggiore negli Usa dalla quotazione di Alibaba, arrivata a valere 168 miliardi al debutto a Wall Street nel 2014. Dopo il collocamento in Borsa Spiegel, amministratore delegato, e Murphy, chief technology officer, continueranno ad avere il controllo con quote della società pari a 5,5 miliardi di dollari ciascuno. La Ipo si caratterizzerà perché le azioni emesse non avranno diritti di voto.

Due dei tre fondatori di Snapchat, Evan Spiegel e Bobby Murphy (foto Olycom)

Fondata da Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brown durante la loro permanenza alla Stanford University e valutata 17,8 miliardi di dollari nell’ultimo fund raising dello scorso maggio, Snap, che impiega 1.859 dipendenti, ha chiuso il trimestre al 31 dicembre con 158 milioni di utenti giornalieri attivi, il 48% in piu’ rispetto al pari periodo del 2015. “La nostra raccolta pubblicitaria è ancora giovane ma sta crescendo rapidamente”, ha affermato Snap nella documentazione, presenta in novembre ma resa nota solo adesso, con una situazione finanziaria non certo rosea, tra ricavi saliti dai 57,7 milioni del 2015 a 404,5 milioni ma perdita netta peggiorata da 372,9 milioni a 514,6 milioni.

Si tratta comunque della tipica situazione di una startup pronta a sbarcare in Borsa: ricavi in forte crescita e destinati secondo analisti e investitori a raggiungere il miliardo già quest’anno ma perdite consistenti per la necessità di effettuare gli investimenti necessari per sostenere una crescita impetuosa frutto anche della crescente popolarità.