Pubblicità

07 febbraio 2017 | 18:50

Ad blocker attivi per un italiano su cinque, ma uno su due è disposto a disattivarli. L’indagine delle principali associazioni di settore (INFOGRAFICHE)

Più di un italiano su dieci ha installato un ad blocker sul proprio pc (13%). Più di uno su cinque (22,2%) ne ha uno su almeno un device, tra cui smartphone e tablet. Ma cresce il numero dei “recuperabili” pronti a disinstallarlo se incontrano offerte user friendly (56%). E’ quanto rivela la seconda edizione dell’indagine ‘Lo stato dell’arte dell’Ad blocking in Italia, promossa dalle associazioni Assocom, FCP-Assointernet, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm, UPA, coordinata da GroupM e commissionata a comScore e Human Highway.

Realizzata nel novembre 2016, l’indagine mostra come l’incidenza dell’ad blocking in Italia rimanga contenuta e stabile: il numero degli utenti unici che hanno installato sul proprio pc un ad blocker è infatti fermo al 13,%, le pagine ad blockate al 15%. Ma sono il 22,2% gli utenti che hanno dichiarato di aver installato un ad blocker su almeno un device.

Per quanto riguarda il profilo degli user di ad blocker, si tratta di utenti prevalentemente maschili (65,3%), giovani (la fascia con maggiore incidenza è 25-34 anni col 25,9%), con elevato livello d’istruzione. Ma il fenomeno inizia a interessare le donne (34,7%).

Tra i motivi che spingono l’utente a optare per una soluzione che blocchi la pubblicità su pc due sono quelli predominanti: formati giudicati troppo invasivi (50,7%) e eccessivo affollamento (47,2%). Seguono eccessiva frequenza (36,3%), rallentamento dei tempi di caricamento dei siti (35,2%), pubblicità non in linea con i propri interessi (23,1%).

Negli smartphone, invece, la ragione principale dell’installazione è il rallentamento dei tempi di caricamento dei siti (40,0%), ma preoccupa anche il consumo del traffico dati (37,8%). Ma tra gli utenti di smartphone l’incidenza si riduce all’8,9%.

L’ad blocker piace anche a chi pratica l’e-commerce: il 27,9% degli acquirenti online, infatti, utilizza un ad blocker.

E se è vero che oltre il 65% degli utenti che ha installato un ad blocker lo ha fatto per motivi strategici, tuttavia cresce dal 50,8% al 56,0% la quota degli utenti “recuperabili”, cioè di coloro che sarebbero disposti a rinunciarvi a fronte di un ambiente online più user friendly.