07 febbraio 2017 | 15:28

Garantire parità di condizioni a tutte le emittenti che operano in analogico, chiede l’associazione Aeranti Corallo. Il presidente dell’associazione, Rossignoli: Indispensabile attribuire nuove frequenze al Dab+

Si è svolto oggi a Roma il convegno ‘L’emittenza locale nella radio digitale: per uno sviluppo della nuova tecnologia che sia la naturale evoluzione della radiofonia analogica’, organizzato da Aeranti Corallo, che ha visto la partecipazione del presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani e del sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico, con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli. Aprendo i lavori, il coordinatore Aeranti Corallo e presidente Aeranti, Marco Rossignoli nella sua relazione ha sottolineato come, in un mondo dei media in cui tutto sta cambiando, la Radio conserva intatta la sua centralità nel sistema della comunicazione. Rossignoli ha proseguito ripercorrendo le tappe che hanno portato dall’originario standard DAB – che “non aveva la capacità tecnica di garantire il pluralismo e la concorrenza del comparto radiofonico italiano e, quindi, di rappresentare la naturale evoluzione del sistema analogico, come richiesto dalla legge 112/2004, consentendo a tutte le emittenti radiofoniche pubbliche e private, locali e nazionali, commerciali e comunitarie, operanti in tecnica analogica, di avviare le trasmissioni digitali a parità di condizioni”. “Con il DAB+ – ha evidenziato Rossignoli – è ora possibile, a parità di banda, diffondere un maggior numero di programmi e arricchire anche il contenuto multimediale trasmesso.”

Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo

Soffermandosi sulle criticità, Rossignoli ha poi aggiunto che “E’ assolutamente necessario che, per uno sviluppo ordinato della nuova tecnologia e, in un’ottica di salvaguardia del pluralismo e della concorrenza nel comparto, il processo di digitalizzazione avvenga nel pieno rispetto del regolamento Agcom (delibera 664/09/CONS). Quindi, se da una parte esprimiamo un giudizio positivo circa la recente accelerazione allo sviluppo DAB+ impressa dall’Agcom, dobbiamo allo stesso tempo evidenziare una forte preoccupazione che tale sviluppo possa avvenire senza il pieno coinvolgimento dell’emittenza radiofonica locale e, quindi attraverso un processo che, nei fatti, non rappresenti la naturale evoluzione della radiofonia analogica.”

Dopo aver evidenziato le problematiche dell’avvio della radio digitale in tutti i 39 bacini pianificati dall’Agcom, Rossignoli ha evidenziato come sia indispensabile che, “come ripetutamente sollecitato anche dall’Agcom nelle varie sedi istituzionali, vengano attribuite nuove risorse frequenziali al DAB+ come quelle della banda 230-240 MHz (c.d. “canale 13 Vhf”), attualmente attribuito al Ministero della Difesa dal Piano di ripartizione delle frequenze, ma non utilizzato.”

Rossignoli ha, quindi, ribadito la richiesta al Mise di avviare al più presto “un tavolo di confronto con il Ministero della Difesa e con le Associazioni nazionali più rappresentative dell’emittenza radiofonica, al fine di pervenire a una modifica del Piano Nazionale di ripartizione delle frequenze che destini i sei blocchi del canale 13 Vhf alla radiofonia digitale DAB+”

Luigi Bardelli, dell’esecutivo Aeranti Corallo e presidente Corallo, ha evidenziato che “Occorre comprendere che il processo di digitalizzazione del segnale radiofonico, proprio perché costituisce un necessario complemento del più ampio progetto di ammodernamento infrastrutturale del Paese, non deve essere realizzato al di fuori delle regole e in particolare senza che lo sviluppo della nuova tecnologia costituisca la naturale evoluzione della radiofonia analogica, come invece espressamente previsto dalla legge”. “Un diverso modo di procedere – ha aggiunto Bardelli – minerebbe alla radice il pluralismo e la concorrenza che sussistono nel settore da quarant’anni.”

Guarda il video con l’intervento di Marco Rossignoli: