Un giornale locale non muore quando chiude. Il caso del ‘Guelph Mercury’ in Canada, salvato dalla forza del brand e dai lettori che a gran voce hanno chiesto all’editore di tornare a stamparlo

Quando chiude un quotidiano locale di una certa importanza capita che i cittadini di quel territorio chiedano all’editore di tornare a stamparlo. Così è successo al ‘Guelph Mercury’ in Canada, fondato 149 anni fa, che Metroland ha deciso di tornare a stampare come ‘The Guelph Mercury Tribune’, ma con tre giornalisti e non sette.

Il ‘Guelph Mercury’ aveva chiuso anche per via di una perdita del 13% nella raccolta pubblicitaria sul cartaceo nel 2015. Ma tra i motivi che hanno spinto il nuovo editore a soddisfare le richieste di molti lettori, spiega Niemanlab, ci sono l’autorevolezza del brand e il potenziale bacino di lettori online.

‘The Guelph Mercury Tribune’ è ora un bisettimanale e ha il suo sito online; nel frattempo è stata lanciata una raccolta fondi per finanziare un libro sulla storia del ‘Guelph Mercury’ e dei suoi giornalisti.

 

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