08 febbraio 2017 | 10:31

Di Maio dichiara guerra ai giornalisti. In una lettera all’Odg la lista dei cronisti ‘indegni’. Scatenati Iacopino (Odg) “basta intimidazioni” e Lorusso (Fnsi) “tentativo di screditare la categoria”. Toninelli (M5S) rincara la dose: taglieremo i fondi all’editoria – LA LETTERA-DOCUMENTO

La bomba è innescata dalla lettera-denuncia presentata ieri sera all’Ordine nazionale dei giornalisti dal vice presidente della Camera ed esponente del M5S Luigi Di Maio nella quale pubblica una lista nera di giornalisti. Immediate le reazioni di tutto il mondo legato alla stampa e ai giornalisti.

La lettera di Di Maio all’Odg (Pdf)

“Gentile Presidente, la liberta’ di stampa e’ un valore irrinunciabile per ogni Paese democratico. Ma altrettanto irrinunciabile e’ il rispetto della verita’ a cui ogni giornalista, per deontologia ed etica professionale, dovrebbe attenersi. In questi giorni abbiamo assistito a uno spettacolo indegno da parte di certa stampa, che ha usato la vicenda di una polizza a vita intestata a Salvatore Romeo, e il cui vero beneficiario e’ lui stesso tranne nell’ipotesi estremamente improbabile della sua morte, per infangare e colpire in maniera brutale la sindaca Virginia Raggi e l’intero Movimento 5 Stelle. L’operazione di discredito nei confronti della Raggi e’ iniziata ben prima che il Movimento 5 Stelle vincesse le elezioni a Roma: lo sapevamo ed eravamo preparati a questo, ma oggi si e’ toccato un limite che e’ nostro dovere denunciare”. Cosi’ Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, in una lettera al presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, pubblicata sul blog di Beppe Grillo. “Da osservatore attento avra’ seguito la vicenda sulla polizza e sapra’: 1) che la Raggi non ha mai preso un soldo; 2) che appresa dai magistrati la notizia della polizza, ha immediatamente richiesto che il suo nome venisse rimosso dal documento; 3) che la Procura stessa ha precisato che nella vicenda non si ipotizza alcun reato e che la polizza non e’ da considerarsi uno strumento di corruzione – prosegue Di Maio -. Su gran parte dei Tg e dei giornali usciti il 3, il 4 e il 5 febbraio, pero’, gli italiani hanno letto un’altra storia, costruita non su fatti documentabili, ma su menzogne e notizie letteralmente inventate. E anche quando la Procura e’ intervenuta per ristabilire la verita’, i giornali hanno continuato con le ipotesi, i sospetti, i dubbi e le insinuazioni. Nessuno sino ad oggi ha chiesto scusa ne’ a Virginia Raggi, ne’ al Movimento 5 Stelle, ne’ ai lettori. Lei Presidente mi invita a non generalizzare un’intera categoria, ma a segnalarle i casi di comportamenti deontologicamente scorretti. Eccoli qui di seguito, con nomi e cognomi. Giudichi Lei se questa e’ informazione”. E segue una lista di nomi di cronisti, con alcuni passaggi di articoli contestati da Di Maio.

 

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE IACOPINO ALLA LETTERA DELL’ON LUIGI DI MAIO

L’on Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati ed esponente del M5S, mi ha consegnato ieri una lettera contenente doglianze sul comportamento professionale di alcuni colleghi. È un diritto che ha al pari di ogni altro cittadino, un diritto previsto da norme note a tutti i giornalisti.

In occasione dell’incontro l’ho invitato a far sì che gli esponenti del M5S non proseguano in una azione di demonizzazione generalizzata dei giornalisti, manifestandogli il timore che questo clima possa determinare conseguenze dolorose che questo nostro Paese ha già subito in anni non lontani. Ci sono già segnali, in tal senso, al punto che l’Odg nazionale ha assunto una iniziativa legale in relazione a quanto accaduto a Palermo durante una manifestazione del M5S.

Ho chiesto all’on Di Maio di desistere dall’intenzione di presentare querele o di avviare azioni civili nei confronti dei giornalisti, invitandolo a riflettere sul fatto che quella strada trasmette la sgradevole sensazione di un tentativo di intimidazione, con l’obiettivo – inaccettabile per chiunque abbia a cuore la libertà di informazione, diritto essenziale dei cittadini – di condizionare i colleghi che hanno il dovere di raccontare i fatti che accadono.

Coltivo la speranza, incoraggiato dal lungo tempo intercorso tra il nostro incontro e la pubblicazione della lettera, che ci sia stata una consultazione e che siano state accolte le sollecitazioni ad un diverso atteggiamento.

Mi dolgo soltanto per il fatto che nella pubblicazione della lettera inviata all’Odg (il cui contenuto sarà valutato dagli organismi competenti) non siano stati omessi i nomi dei colleghi che il M5S accusa di comportamenti non corretti. In tale modo sembra una lista di proscrizione con un messa all’indice – che nulla ha a che vedere con diritti che si lamenta siano stati lesi – che rischia di vanificare le buone intenzioni di seguire le procedure previste dalle norme interne all’Odg.

Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi

«In uno stato di diritto è legittimo che chi si ritiene diffamato da un giornalista si rivolga alla magistratura o al competente ordine professionale. Quello che non è accettabile sono invece le liste di proscrizione e le intimidazioni». Il segretario Lorusso interviene così sull’ultimo episodio polemico della crociata del Movimento 5 stelle contro la stampa.

«L’iniziativa dell’onorevole Luigi Di Maio – prosegue Lorusso – è un tentativo maldestro di screditare un’intera categoria professionale, mettendo all’indice tutti i cronisti che in questi giorni stanno raccontando con rigore e dovizia di particolari le inchieste della magistratura in cui è coinvolta la sindaca di Roma. Si tratta di un’altra trovata mediatica pensata per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da quanto sta venendo fuori dalle inchieste».

Un’ingerenza indebita nel merito, dunque, ma anche nel metodo. «Qualcuno peraltro – spiega il segretario generale della Fnsi – avrebbe dovuto spiegare all’onorevole Di Maio che in uno stato di diritto nessuno, neanche gli odiati giornalisti, può essere distolto dal proprio giudice naturale. Non sappiamo se lo abbia fatto per ignoranza o per simpatia personale, ma il suo esposto è stato consegnato nelle mani della persona sbagliata. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti non è infatti competente ad occuparsi del suo esposto perché è giudice di secondo grado. È come se si volesse cominciare un processo direttamente dalla Corte d’Appello. L’onorevole Di Maio avrebbe dovuto rivolgersi ai competenti ordini regionali, giudici competenti in prima istanza. A meno che, con la sua decisione di consegnare l’esposto al presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, non abbia voluto rendere pubblica la sua idea di giustizia. Un’idea per cui non ci si deve rivolgere al giudice naturale competente per territorio, ma al giudice che piace di più. Tutto ciò è inaccettabile, oltre che ridicolo».

Infine l’attestazione di vicinanza e l’appello ai colleghi finiti nella lista dei giornalisti sgraditi: «L’esortazione, anche se non ne hanno bisogno, è a continuare a informare i cittadini con la correttezza che ha sempre contraddistinto la loro attività professionale», conclude Lorusso.

 

Avvocati penalisti

“La nemesi del giustizialismo non appaga  chi crede allo stato di diritto”. Lo sottolineano i penalisti in una nota dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria in risposta alla lettera-denuncia presentata all’Ordine nazionale dei giornalisti dal vice presidente della Camera ed esponente del M5S Luigi Di Maio nella quale pubblica una lista nera di giornalisti. “Da sempre il movimento politico cui fa riferimento il sindaco di Roma ha fatto di quello che,un po’ rozzamente, viene definito giustizialismo, un cavallo di battaglia. Osanna della magistratura ‘a prescindere’; condanne preventive irrogate sommariamente ed in modo esemplare; giudizi irrevocabili affidati alla stampa e a mezzo web”, denuncia l’Ucpi in una nota.

“C’è stata -e non solo in questo caso – una sorta di cronaca in diretta di un’inchiesta giudiziaria in corso e, come sempre, gli sviluppi perversi del circo mediatico giudiziario sono indifferenti e (apparentemente) casuali, a seconda dei momenti e delle contingenze. diritto, tuttavia, la situazione descritta non genera nessuna soddisfazione, ma anzi ulteriore preoccupazione. E le liste di proscrizione di singoli giornalisti da parte dei novelli Robespierre, oltre ad essere inaccettabili – denunciano i penalisti – e proprie di concezioni autoritarie, e a dimostrare totale incomprensione del
problema, non contribuiscono in nessun modo ad una riflessione adeguata sul fenomeno mediatico-giudiziario”.

Ebbene, l’Osservatorio sull’informazione giudiziaria dell’Unione delle camere penali italiane “era stato fin troppo facile profeta, nei mesi scorsi, nel rammentare come la storia fosse destinata a ripetersi. Già nei primi anni novanta i penalisti italianierano stati costretti a difendere garanzie processuali e diritti civili degli esponenti di quella classe politica che quelle stesse garanzie e diritti avevano calpestato (si ricordi la nemesi delle indagini a carico dei ministri Scotti e Martelli, protagonisti della ingloriosa pagina degli arresti a mezzo decreto legge con l’emanazione del cosiddetto decreto ‘Scotti-Martelli’).

“Le liste di proscrizione di singoli giornalisti da parte dei novelli Robespierre, oltre ad essere inaccettabili e proprie di concezioni autoritarie, e a dimostrare totale incomprensione del problema, non
contribuiscono in nessun modo ad una riflessione adeguata sul fenomenomediatico-giudiziario. Resta l’amara considerazione per la quale, ancora una volta, la ‘giustizia’ sembra consegnata alle sconsiderate pressioni mediatiche, agli impulsi colpevolisti ‘in anticipo’ della cosiddetta società civile, all’asse informativo convergente dei circuiti della comunicazione e della investigazione”, sottolineano i penalisti.(Sin/AdnKronos)

M5S: TONINELLI “CI ATTACCANO GIORNALI CON FONDI PUBBLICI, LI TAGLIEREMO”

“Noi siamo dalla parte dei giornalisti onesti, e ci rendiamo conto che sono costretti a sottostare alle linee editoriali”. Lo afferma il deputato del M5S Danilo Toninelli, ospite di Omnibus su La7. “Come si e’ potuto affermare che le polizze erano dei soldi anticipati alla Raggi? Che informazione e’ questa? Il M5S non ha mai rubato un euro – ha proseguito -. Virginia Raggi ha ammesso di aver fatto degli errori di valutazione nelle nomine, e’ stata otto ore a parlare con i magistrati. Lo stesso Romeo si e’ scusato per aver presentato Marra al M5S”. “Quando il MoVimento 5 Stelle andra’ al governo tagliera’ i fondi all’editoria e li dara’ in modo meritocratico – ha sottolineato Toninelli -. E’ ovvio che chi sta in piedi solo grazie ai finanziamenti pubblici all’editoria ci attacchi”. (ITALPRESS)