08 febbraio 2017 | 17:58

Caso Iacopino-Di Maio. Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio: colpita una intera classe di cronisti che a Roma è già sotto attacco

Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, ha parole chiare sulla vicenda che ha visto mettere sotto accusa i giornalisti poco graditi al Movimento Cinque Stelle: “La lista consegnata dall’onorevole Luigi Di Maio a Enzo Iacopino,presidente dell’Ordine dei Giornalisti nazionale, colpisce una intera classe di cronisti che da anni lavorano nel tessuto difficile di Roma. Non è del resto la prima volta che la politica interviene con queste modalità ma noi riteniamo che i giornalisti, proprio in momenti come questi, devono lavorare con l’obiettivo primario e cioè difendere il diritto dei cittadini di essere informati. Roma ha poi il triste primato dei giornalisti minacciati: una novantina su 360 dell’interno tessuto nazionale. Alcuni di quei colleghi messi alla gogna nella lista di Di Maio sono anche coloro che hanno denunciato Mafia Capitale, procedimento che – non scordiamocelo – è tuttora aperto”.

Paola Spadari

Paola Spadari

Le affermazioni di Spadari sono il segno chiaro di una violenta spaccatura all’interno dell’Ordine dei Giornalisti dopo la vicenda che aveva visto Iacopino raccogliere l’elenco dei giornalisti considerati sgraditi dai pentastellati. Lo stesso presidente nazionale aveva allora dichiarato all’Ansa di non avere “difficoltà ad ammettere che ho letto le cronache, ricche di particolari e interpretazioni, che nulla hanno a che vedere con la verità documentale che era già a disposizione della magistratura”. Dichiarazioni che hanno fatto il giro delle redazioni e scatenato l’ira di direttori, giornalisti, rappresentati sindacali e politici. Per non dire delle ultime dichiarazioni di Di Maio che senza mezzi termini ha appena dichiarato che “la lista dei nomi dei giornalisti che secondo noi hanno danneggiato il Movimento 5 Stelle mi era stata richiesta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti attraverso un comunicato apposito”.
Come dice Paola Spadari, non è certo la prima volta che la politica cerca di intimidire i cronisti. Basti ricordare che l’on. Roberta Lombardi del M5S ha chiesto all’Ordine dei giornalisti di Roma di intervenire su Jacobo Jacoboni, giornalista della Stampa contestandogli più di una trentina di articoli scritti dall’autunno scorso sulle vicende legate al Comune di Roma (caso Marra, caso Muraro, incompatibilità tra la Lombardi e la sindaca Raggi) anticipando di fatto tutte le questioni che poco dopo sarebbero esplose con clamore nazionale. La documentazione inviata dalla Lombardi che avrebbe dovuto portare le prove delle nefandezze di Jacoboni contiene articoli in cui la parola ‘lombardi’ si riferisce a cose della Lombardia e che nulla hanno a che fare con la parlamentare che si è sentita offesa e vilipesa. Questo a dimostrazione dell’accuratezza con cui è stato costruito il dossier di accusa. Resta il fatto che il Consigloi di disciplina dell’Ordine ha aperto un procedimento e ha invitato Jacoboni a presentarsi accompagnato da un avvocato.