09 febbraio 2017 | 11:16

Estendere il diritto di rettifica dalla stampa al web: tra poco disponibile uno strumento per correggere le fake news, dice il presidente Agcom Cardani. L’istruttoria Vivendi-Mediaset? Stiamo lavorando, ma serve molto tempo

Il diritto di rettifica esteso dalla stampa al web. È lo strumento cui sta lavorando l’Agcom contro il fenomeno delle ‘bufale’ in rete: ad annunciarlo è stato il presidente dell’Autorita’ Angelo Marcello Cardani aprendo i lavori del workshop ‘sicuri sul web per una navigazione consapevole’ in corso alla Camera.”Abbiamo allo studio uno strumento che già abbiamo calibrandolo meglio: il diritto di rettifica”, ha spiegato, aggiungendo che l’obiettivo è “estenderlo dalla stampa al web”.

“Credo che nelle prossime settimane o mesi, ma non tanti, riusciremo ad uscire con uno strumento che potrà essere usato per correggere le ‘fake news’ cioè le bufale”.

Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

“Stiamo guardando i dati, ci vuole un sacco di tempo”, ha detto invece Cardani, a margine del convegno, rispondendo ai cronisti che chiedevano a che punto fosse l’istruttoria sul caso Mediaset-Vivendi. “Stiamo facendo il lavoro che avevamo detto che avremmo fatto”.

Nel corso del convegno sono intervenuti anche rappresentanti dell’industria della tv e delle tlc, tutti d’accordo nel ritenere necessario un intervento per la sicurezza della rete, contro il cyberbullismo e le fake news. Senza intaccare quelle che sono le caratteristiche positive del web, ha detto il presidente di Telecom Giuseppe Recchi, “dei limiti bisogna pur darli: quindi bisognerebbe mettere al tavolo coloro che possono dare un perimetro efficace al ridimensionamento di questo problema”. Favorevole a questa soluzione è anche l’ad di Wind Tre, Maximo Ibarra, secondo cui “serve subito un tavolo che integri tecnologie, regolamentazione e azioni di sensibilità sociale per contrastare questi fenomeni” anche perché, ha avvertito, “il traffico dati avrà una crescita impressionante: quello di un anno oggi, tra un paio d’anni lo avremo su un mese”.

Di “grande assunzione di responsabilità”, anche da parte degli operatori sul campo, ha parlato anche il presidente di Vodafone Italia Pietro Guindani. L’importante, però, è fare davvero qualcosa, ha avvertito il componente del cda di Mediaset Gina Nieri, che ha ricordato come “a cinque anni dalla firma del Ceo Coalition for safer Internet siamo allo stesso punto, stiamo ancora a dire che lo faremo”. Il punto centrale, ha spiegato, “è eliminare l’irresponsabilità delle video sharing platform (in sostanza i social network, ndr), perché è fondamentale la responsabilità degli intermediari, che sono attivi e hanno a che fare con i contenuti”.