09 febbraio 2017 | 17:58

E’ scontro politico sui maxi compensi Rai rivelati da La Stampa: “Viale Mazzini è fuori controllo”. Le precisazioni di Vespa (contratto base di 1.3 mln di euro) e Giletti (il minimo garantito annuo non è 500 mila euro, ma molto più basso)

La Stampa, Nazionale –  Il giorno dopo la pubblicazione dei compensi di molte star della tv, dai rinnovi milionari di Antonella Clerici e Flavio Insinna, ai conguagli per gli extra di Vespa, Guardì, Frizzi e Giletti, la Rai presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma perché siano accertate «con urgenza» i responsabili della diffusione e pubblicazione dei documenti. Secondo viale Mazzini, che peraltro non smentisce il contenuto degli ar3ticoli pubblicati ieri da La Stampa, si t r a t t a infatti di «documenti riservati contenenti informazioni sensibili sulla gestione di notizie che aziendale, ad uso interno e del ci danneggia» cda». E l’aver fatto filtrare quel- Dai partiti le notizie sui compensi, secondo arrivano la Rai, equivale ad «azioni che critiche durisprocurano un danno significati- sime verso vo all’azienda chiamata ad ope- viale Mazzini rare in un mercato concorrenziale, dando un’immediata posizione di vantaggio agli altri operatori del mercato», in quanto sanno quanto percepisce questo o quell’altro personaggio televisivo. Per questa ragione, «Rai si impegna a tutelare in ogni sede e con ogni mezzo il proprio patrimonio aziendale e la propria reputazione».

Porta a Porta (foto Olycom)jpg

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Quello dei compensi, troppo alti rispetto ai tetti imposti a tutta la pubblica amministrazione (240 mila euro), e da sempre coperti dal segreto aziendale, è un tema delicato. Ne ha riparlato ancora una volta il cda di viale Mazzini, proprio martedì sera senza approdare a nulla, e ne hanno parlato ieri tanti politici, di maggioranza e di opposizione. «La Rai temporeggia ancora sul tetto con una ennesima lettera a Mef e Mise», protesta Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissioni di vigilanza Rai. «Se il cda vuole ancora perdere tempo, con la lettera ai ministeri alleghi la lista dei com pensi pubblicata da La Stampa, vero schiaffo a i cittadini!»

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd), parla di «Rai fuori controllo» e chiede che «venga reso noto l’elenco integrale dei costi di tutte del società esterne e i compensi che arrivano ai singoli». Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta ha invece presentato una interrogazione al presidente della Vigilanza Roberto Fico per far applicare «in maniera integrale il principio della trasparenza». Mentre Maurizio Gasparri (Fi) punta il dito contro «i comunisti col triplo Rolex, Michele Santoro e Lucia Annunziata», ed i loro compensi giudicati «eccessivi» rispetto a ruolo svolto e risultati d’ascolto.

Da registrare poi due precisazioni da Bruno Vespa e Massimo Giletti. Il conduttore di Port a a Porta (il testo integrale è nella pagina delle lettere) ci tiene a precisare che il suo «cont r a t t o base del triennio 2014-2017 è di un milione e 300 mila euro» e non di un milione 800 mila euro che invece è il «tetto massimo», mentre i compensi p e r una prima serata speciale è di 30mila euro, per una seconda di 11.700 euro anziché 89.200 come riportato ieri. A sua volta Massimo Giletti, che preannuncia querela, spiega che «i 313 mila euro indicati come compensi extra non si riferiscono al 2016 ma rappresentano gli arretrati dei t r e anni precedenti». E comunque il suo minimo garantito «non è di 500 mila euro l’anno, ma è molto più basso». Naturalmente è bene anche distinguere tra i cosiddetti stipendi e i costi di produzione. Da questo punto di vista i 2milioni 700mila euro versati alla «Zerostudio’s spa» di Michele Santoro a fronte di una serie di programmi non sono il compenso del giornalista televisivo ma il budget che la Rai mette a disposizione della produzione per realizzare una serie di p u n t a t e «chiavi in mano».