14 febbraio 2017 | 14:01

Se Facebook non vuole che l’odio dilaghi, bisogna passare ai fatti, dice la presidente della Camera Boldrini. In Italia solo il 4 % dei messaggi segnalati vengono rimossi: ho la responsabilità di sollevare questo tema

“Non sono un tecnico, ma ritengo di avere la responsabilità di sollevare questo tema. Se qualcosa non va non basta lamentarsi, bisogna fare proposte concrete”. La presidente della Camera Laura Boldrini torna sulla lettera che ha inviato a Mark Zuckerberg al termine della sua visita al carcere di Bollate, spiegando le intenzioni della sua missiva. Definendo il tema dell’odio in circolo sulla Rete “un tema che riguarda tutti i cittadini”, Boldrini ha rimarcato come a riguardo riceva “molte sollecitazioni” a occuparsene: “E’ nell’interesse della collettività che il discorso di odio venga circoscritto. Oggi, purtroppo, e’ dilagante ad ogni livello. Quindi, scrivere a lui e’ stato un modo per attirare l’attenzione sul tema”, ha aggiunto sottolineando il potenziale ruolo dei social media che “possono collaborare molto, perche’ questo odio venga circoscritto”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

“Se e’ vero che per Facebook e’ importante fare in modo che l’odio non dilaghi, bisogna passare ai fatti. Non basta solamente dirlo. Bisogna investire denaro”, ha detto spiegando che, dal suo punto di vista in Italia, dovrebbe esserci un ufficio operativo di Facebook, perche’ “in Italia ci sono 28 milioni di utenti e non abbiamo un ufficio operativo”.

“Le segnalazioni che vengono dall’Italia apparentemente non vengono tenute nella dovuta considerazione. Se vediamo i primi riscontri fatti dalla Commissione europea, solo il 4% dei messaggi di odio che vengono dal nostro Paese vengono cancellati a fronte del 50% in Germania e in Francia. C’e’ o no qualcosa che non va? Allora, io ritengo di avere la responsabilità di sollevare questo tema”.