14 febbraio 2017 | 16:39

Giovedì 16 febbraio torna su Sky Uno ‘E poi c’è Cattelan’, in versione quotidiana con una striscia da 30 minuti. Ci misuriamo con l’attualità, dice il conduttore, sfidando anche la velocità dei social (VIDEO)

“Non abbiamo mai nascosto l’ambizione di fare come i late show americani. E quest’anno il nostro tassello in più è la quotidianità”. Alessandro Cattelan presenta così la novità principale della quarta edizione del suo ‘E poi c’è Cattelan’, lo show che da giovedì 16 febbraio torna nella seconda serata di Sky Uno Hd e andrà in onda tutti i giorni, fino all’inizio di maggio, dal lunedì al venerdì con quattro puntate inedite e una – quella del venerdì – con il best off di ogni settimana. Ad aprire la serie una super star internazionale come Robbie Williams che il conduttore ha definito “in grado di reggere da solo uno show”.
Confermata invece la scelta di girare gli episodi negli studi Sky di Milano. “Per noi è importante aver mantenuto qui questa produzione”, ha detto Nils Hartman, direttore delle produzioni originali Sky. “Ogni tanto fanno cose folli qui fuori, ma alla base si vede che c’è il divertimento. E questo ci aiuta a ricordarci che è quello che facciamo a Sky. Noi facciamo divertimento, entertainement ed emozioniamo il nostro pubblico”.

Nella foto Nils Hartmann e Alessandro Cattelan

“Con questa nuova formula del programma, che durerà 30′ invece di un’ora, abbiamo la possibilità di calarci nell’attualità che prima, andando in onda solo una volta a settimana, ci era un po’ preclusa”, ha spiegato il conduttore, indicando i social – con i loro tranding e tormentoni  - come fonte di ispirazione, “cercando anche di metterci in competizione con loro”.

“Partiremo con un monologo iniziale, avremo due ospiti ogni sera e alcune piccole rubriche che serializzeremo”, ha aggiunto svelando alcuni dettagli sulla struttura delle puntate e citando come esempi ‘Speedy Got Talent’, ‘Pezzo di nerd’ e l’inedita ‘Parking karaoke’. “Ormai in tutte le reti c’è chi canta in macchina, ma parcheggiare cantando è tutta un’altra cosa”. A condire gli episodi sempre l’intrattenimento musicale affidato agli Street Clercks.

“La sfida per noi sarà riuscire ad aggiungere, senza abbassare la qualità”, ha precisato Cattelan senza nascondere le difficoltà incontrate con il nuovo assetto delle puntate, a cominciare dal fatto che le registrazioni verranno fatte nel pomeriggio del giorno di messa in onda e non più il giorno precedente. “Resta comunque l’idea di giocare con gli ospiti, non alle loro spalle, prendendoli in giro, ma divertendoci con loro”. Citando i nomi di alcuni ospiti attesi nelle puntate, da Paola Cortellesi a Manuel Agnelli, passando per Bebe Vio o Fabio Rovazzi, Cattelan non ha chiuso le porte anche ad altre stra internazionali di passaggio in Italia, ma soprattutto anche a volti noti delle altre reti. “Non possiamo limitarci agli ospiti di Sky”, ha detto. “Per certi programmi bisogna uscire dall’aziendalismo”, ha detto in merito alle polemiche suscitate nei giorni scorsi dalla presenza di diversi personaggi della pay tv in Rai.

Nella lista dei desideri entra quaindi anche Carlo Conti. ”Non gliel’ho mai chiesto, ma sarei felice di averlo qui, come mi piacerebbe ospitare Antonella Clerici che mi ha dato la sua disponibilità, Gerry Scotti e Paolo Bonolis”. E a proposito del conduttore toscano reduce dalla sua terza edizione sanremese inevitabile anche per Cattelan la domanda sul Festival. “Condurlo? Nessuno me lo ha mai chiesto. Dal punto di vista tecnico penso di essere in grado, ma è un altro mondo. Semmai un giorno lo farò vorrà dire che sarò pronto ad affrontarlo”.