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15 febbraio 2017 | 18:15

Il 57% del tempo in Rete è speso sulle app. ComScore: nel 2016 cresciuto del 12% il numero di utenti connessi solo da mobile (INFOGRAFICHE)

Cresce la popolazione online in Italia, ma soprattutto aumentano – in particolare tra i più giovani – gli utenti ‘mobile only’, che si connettono cioè solo da dispositivi come smartphone e tablet, che sono un terzo di coloro che si collegano tramite computer desktop. Questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto ‘Internet in Italia – I Trend del 2017‘ pubblicato oggi da comScore che ha fotografato lo stato attuale della penetrazione di internet nel nostro Paese, confrontandolo con le tendenze già in atto a livello mondiale.

Dall’indagine è emerso come a dicembre 2016 il 65% degli italiani erano connessi, con una crescita del 12% rispetto al 2015 per gli accessi effettuati da mobile, che sii affianca a un decremento del 4% registrato dagli accessi via desktop.

La penetrazione di Internet nel paese mostrano ancora un differenziale significativo rispetto a quella dei Paesi digitalmente più evoluti e la distanza è purtroppo consistente non soltanto per quanto riguarda gli accessi da desktop, ma anche relativamente agli accessi da dispositivi mobili dove il 53% di penetrazione dell’Italia risulta di 25 punti percentuali inferiore agli Stati Uniti (attestati al 78%) e di 17 più basso rispetto al Regno Unito (al 70%). In linea con americani e inglesi il tempo che viene speso su mobile, dove gli italiani rimangono per due minuti su tre (65%).

Stando ai dati, il traffico via smartphone e tablet risulta concentrato su determinate tipologie di contenuti, messaggi e social network in testa, e su poche applicazioni: 6 minuti ogni 10 vengono trascorsi su Facebook o WhatsApp. A differenza di quanto accade negli Usa o nel Regno Unito dove da mobile si accede principalmente a contenuti di intrattenimento.

Su queste dinamiche, spostamento delle Audience e distribuzione del traffico, giocano un ruolo determinante le app su cui oggi si trascorre circa il 90% del tempo da dispositivi mobili e quindi il 57% del totale del tempo speso in rete (dati allineati a quelli dei paesi più sviluppati).

Il livello di concentrazione sia del traffico che delle Audience in ambiente app è ancora più forte: circa il 60% del tempo totale viene infatti trascorso sulle due app più utilizzate (WhatsApp e Facebook) mentre in termini di penetrazione sugli utilizzatori di smartphone tutte le prime 10 App appartengono a Google o Facebook. L’alto grado di concentrazione si associa ad elevate barriere all’entrata in ambiente App.

In Italia un sorprendentemente basso numero di possessori di smartphone (34,2%) scarica infatti almeno una nuova applicazione al mese, dato in linea con quello di Germania e Spagna (rispettivamente 33,7% e 31,7%) e superiore al dato francese (23,4%) ma lontano dalla maggiore disponibilità a scoprire nuove app che fanno segnare UK (41,4%) e USA (48,7%).

Trend particolarmente interessante è quello legato alla visione di video da mobile. A dicembre 2016 sono stati 28 milioni gli Italiani che hanno visto un video online attraverso il desktop e 18 quelli che hanno dichiarato di farlo con uno smartphone.

La crescita delle visualizzazioni da smartphone in Italia (+15% nel 2016) è seconda solo a quella registrata in Germania (+19%) e conferma il grande potenziale della fruizione di video on-line in mobilità. Oggi oltre la metà (55,5%) dei possessori di smartphone italiani dichiara di aver visto un video utilizzando il proprio device, e lo fa con sempre maggiore frequenza: crescono del 34% (da 3,3 a 4,4 milioni) gli utenti che guardano video quasi ogni giorno.

Considerando la percentuale di tempo speso da desktop nella visualizzazione dei video emerge chiaramente come, in futuro, l’utilizzo della rete come piattaforma di entertainment potrà diventare sempre più rilevante nella dieta mediatica degli Italiani. In Italia infatti le fasce di età più giovani utilizzano fino a metà del proprio tempo online tramite Desktop per guardare video editoriali. Il record spetta alla fascia 15-24 (52%) seguito da quella 6-14 (46%), mentre per le fasce d’età più adulte il dato si assesta a poco più di un terzo del tempo totale (tra 34% e 36%).

Stabile e contenuto il fenomeno dell’Ad-blocking in Italia, dove solo il 13% degli utenti unici che navigano da desktop ha installato un software anti pubblicità, mentre la penetrazione su mobile è ancora marginale. Il livello medio di traffico ‘non umano’ (generato da bot) rimane contenuto (pari all’1,16% del totale delle impression erogate).

“Il ritardo che continuiamo a scontare nei livelli di penetrazione di utilizzo della Rete rispetto ai Paesi più evoluti, se da un lato rappresenta un problema importante per lo sviluppo della nostra economia digitale, dall’altro indica un potenziale di crescita ancora significativo”, ha commentato Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers che rappresenta comScore in esclusiva in Italia, sottolineando il valore del video on-line, in grado di “far aumentare l’importanza della Rete come piattaforma di entertainment su cui far crescere gli investimenti pubblicitari”.

Leggi o scarica la presentazione ‘Internet in Italia – I Trend del 2017′ (.pdf)