20 febbraio 2017 | 18:24

Governo orientato al bando di gara per regolamentare le convenzioni con le agenzie di stampa dopo l’intervento del Tar con l’annullamento della direttiva Lotti. Martedì l’incontro a Palazzo Chigi

Giampaolo Roidi – Il governo Gentiloni avrebbe scelto la strada meno prevedibile e più ambiziosa per regolamentare le convenzioni con le agenzie di stampa dopo l’annullamento, il 25 gennaio scorso, della direttiva Lotti. La strada del bando di gara. Indiscrezioni da Palazzo Chigi, raccolte da Prima a poche ore dall’incontro (domani mattina alle 10.30) tra lo stesso ministro Luca Lotti (a cui è rimasta dal precedente governo la delega all’editoria) e i rappresentanti delle 10 agenzie per l’illustrazione del piano del governo, raccontano di un ministro deciso a un cambio epocale di registro.

Le agenzie da quasi un mese sono appese ad una proroga semestrale concessa loro dal Dipartimento dell’editoria il 31 dicembre scorso, proprio in attesa di quel pronunciamento del tribunale amministrativo del Lazio che ha poi accolto il ricorso dell’agenzia Il Velino e annullato quel regolamento che aveva disciplinato la fornitura servizi delle agenzie per il 2016 (e avrebbe dovuto farlo anche quest’anno).

Luca Lotti (foto Olycom)

Dunque, non una nuova direttiva in riforma di quella annullata, non un ddl nuovo o un decreto, per superare la legge 286 del 2006, ma un bando di gara, si vedrà soltanto domattina con quali requisiti di partecipazione, sempre se le indiscrezioni saranno confermate. Non solo. Se fosse davvero questa la strada scelta da Lotti per riformare definitivamente il rapporto tra agenzie e Dipartimento dell’editoria (per il 2017 sono stati stanziati 34 milioni da suddividere per gli editori aventi diritto), domani il governo dovrà chiarire cosa ne sarà delle forniture per l’anno 2017, se la proroga al 30 giugno sarà prorogata al 31 dicembre in attesa dell’istruzione della gara.

Come pure in che modo dovranno regolarsi le agenzie che hanno ottemperato alla direttiva Lotti, poi bocciata dal Tar, assumendo giornalisti e aprendo nuove sedi (è il caso della LaPresse e di AskaNews), e quelle che si sono ‘gemellate’ con raggruppamenti temporanei di impresa (Agi/Italpress e Ansa/9Colonne) per stare nei termini della direttiva, almeno fino alla validità della proroga di giugno: se bando di gara sarà, le Ati dovranno sciogliersi oppure no? La domanda che tuttavia le agenzie porranno per prima a Lotti domani mattina riguarderà la platea di partecipanti al bando, se cioè potranno iscriversi anche le agenzie europee. Perché se gara sarà, dovrebbe essere una gara europea, con risvolti di scenario industriale tutti ancora da immaginare.