22 febbraio 2017 | 10:40

Il segretario della Fnsi, Lorusso, incontra i comitati di redazione delle agenzie di stampa per discutere delle decisioni del ministro Lotti sulla gara europea per riformare il sistema di fornitura dei servizi di informazione delle agenzie di Stato

Giampaolo Roidi – Era stato fissato da tempo per questa mattina, l’incontro tra il segretario della Federazione della stampa, Raffaele Lorusso, e i comitati di redazione delle agenzie di stampa. Certo, dopo l’annuncio dato ieri dal ministro dello Sport (con delega all’editoria), Luca Lotti, sulla volontà del governo di procedere con una gara europea per riformare il sistema della fornitura dei servizi di informazione delle agenzie allo Stato, a corso Vittorio la riunione sindacale sarà lunga e faticosa. Sì perché le agenzie, notizia di ieri mattina, conosceranno il 6 marzo i dettagli del bando che dal primo luglio prossimo regolamenterà la fornitura di notizie e i conseguenti “contributi” che lo Stato, tramite il Dipartimento dell’editoria, riconoscerà ai soggetti aventi diritto e vincitori della gara.

Nella foto: Luca Lotti, ministro dello Sport con delega all’editoria; Raffaele Lorusso segretario generale della Fnsi; Alessandro Pica, presidente delle agenzie nazionali di stampa associate alla Fieg

Per la prima volta potranno concorrere anche agenzie straniere, colossi del calibro della francese Afp o della spagnola Efe. Notizia che ha lasciato perplessi i rappresentanti degli editori delle dieci agenzie che martedì mattina erano stati chiamati da Lotti a Palazzo Chigi, dopo che il 25 gennaio scorso il Tar del Lazio aveva annullato la direttiva del giugno 2015 con la quale l’allora sottosegretario Lotti aveva appunto disciplinato la materia e remunerato le agenzie per i servizi offerti negli anni 2016 e (in teoria) 2017. Direttiva Lotti annullata dai giudici amministrativi di via Flaminia che hanno accolto il ricorso dell’agenzia Il Velino, rimasta esclusa.

All’incontro di martedì erano presenti i massimi dirigenti di tutte le agenzie italiane. Dichiara in una nota Alessandro Pica, ceo dell’Agi e presidente delle agenzie nazionali di stampa associate alla Fieg: “Le agenzie hanno potuto rappresentare al ministro la situazione di grave crisi, endemica da oltre un decennio, che sconta il settore e la necessità di lavorare insieme per un rilancio produttivo del comparto in grado di interpretare le mutate esigenze del mercato, trovandone un pieno accoglimento da parte del Ministro. La riunione con il Ministro Lotti è stata collaborativa, aperta e finalizzata a costruire un futuro sostenibile per il comparto delle agenzie che rappresentano il primo anello della catena del valore dell’informazione e un asset strategico per il Paese”.

Dichiarazioni diplomatiche, che non nascondo una forte preoccupazione per un comparto che dà lavoro a 2.350 persone, tra cui 830 giornalisti assunti dalle varie aziende ex articolo1. Cosa succederà se entreranno le agenzie straniere e si aggiudicheranno alcuni lotti del bando europeo? Nei prossimi giorni le agenzie faranno pervenire al Dipartimento dell’editoria un documento con alcune riflessioni sullo stato del comparto e sulle aspettative delle aziende alle prese con una difficile stagione di mercato. La speranza, per Ansa, Agi, AdnKronos, Lapresse e le altre testate ammesse sinora ai fondi pubblici tramite il meccanismo della fornitura servizi, è che il regolamento di gara possa stabilire paletti e requisiti che non le penalizzino troppo di fronte a possibili offerte straniere, valutando concretamente il lavoro anche di ammodernamento industriale prodotto negli ultimi anni. Soprattutto se il budget complessivo dovesse rimanere lo stesso (34 milioni per i notiziari italiani e 16 per quelli internazionali).

Lotti, nella riunione di martedì mattina, ha ricordato che per livelli di spesa come questi il ricorso alla gara europea è una strada obbligata, oltreché una occasione per una vera riforma del settore. Mentre in tema di budget complessivo, il ministro ha fatto presente come l’aver mantenuto stabile la spesa dello Stato in anni di spending review è stata una scelta che ha contribuito alla tenuta del comparto, in presenza di contrazioni importanti dei ricavi dal mercato. In altre parole, questo il senso del discorso di Lotti, se lo Stato non avesse mantenuto l’attuale livello di forniture, con la crisi di giornali e televisioni le agenzie avrebbero avuto guai peggiori.

Il treno della gara europea è ormai lanciato e l’obiettivo, per amministratori e manager delle dieci agenzie italiane coinvolte, è quello di ottenere un regolamento di gara sostenibile, sfruttando anche gli stessi ‘consigli’ forniti l’estate scorsa al Dipartimento dal commissario Anac, Raffaele Cantone (sul tema agenzie, il confronto tra Dipartimento e Autorità anti corruzione è stato continuo e serrato negli ultimi mesi). Ovvero, un regolamento che preveda lotti separati di aggiudicazione e assegnazioni a più soggetti per ciascun lotto, proprio in nome di quel pluralismo dell’informazione citato dalla legge vigente e dai giudici del Tar che a fine gennaio hanno annullato la famosa direttiva Lotti.

- Leggi o scarica la delibera Anac (.pdf)