24 febbraio 2017 | 8:52

Marco Travaglio duro col ‘Foglio’: presunto giornale che non compra neppure chi lo scrive e campa da 21 anni con milioni di euro pubblici

Nell’editoriale di oggi, il direttore del ‘Fatto quotidiano’ Marco Travaglio, picchia duro sul ‘Foglio’. Ecco l’estratto del pezzo ‘Che mangino brioche’ dove attacca il giornale diretto da Cerasa.

Marco Travaglio (foto Olycom)

Marco Travaglio (foto Olycom)

(…) E soprattutto bisogna domandarsi perché a ogni fregola liberalizzatoria si pensa quasi soltanto ai tassisti, e non a ben altre categorie ultraprotette che nessuno osa mai toccare per motivi lobbistico-clientelar-elettorali (il Sole-24 Ore elenca le tante liberalizzazioni incompiute, dalle concessioni dei servizi portuali, aeroportuali e autostradali alle partecipate locali, dalle assicurazioni ai notai: con un costo di 2,6 punti di Pil in 5 anni).

Queste ragioni di comune buonsenso sono sostenute da politici di sinistra come Fassina, da pidini ragionevoli come Emiliano, da un pezzo di centrodestra (da sempre legato alla lobby di una parte dei tassisti romani) e dai 5Stelle. Eppure è già partita l’etichettatura demonizzante, da destra, dal centro e da sinistra. Per il Giornale “Grillo sta coi violenti ” (e dunque anche il centrodestra). Per l’Unità “Raggi sta con i fascio-taxi” (e dunque anche Emiliano). Per il Manifesto la Raggi “guida a destra”. Per Repubblica “Grillo cavalca la tigre populista” , anzi “la plebe” (te stuale). Per il Foglio è tutta una “accozzaglia illiberale guidata dai grillini e da vari cialtroni”, e nemici della “modernità” e del “mercato” (invece un presunto giornale che non compra neppure chi lo scrive e campa da 21 anni con milioni di euro pubblici è un monumento alla libera concorrenza).

Quindi è deciso: tassisti e ambulanti che protestano in decine di città sono tutti fascisti, populisti e violenti (anche quelli delle coop di sinistra, quelli iscritti all ‘ Arci, quelli che fino all ‘ altroieri votavano per i partiti tradizionali). Invece chi tenta di affamarli con un codicillo furtivo, tra il lusco e il brusco, è progressista e “di sinistra” (parola del Corriere ). Poi naturalmente tutti a meravigliarsi se nel Regno Unito vince la Brexit, in America vince Trump, in Francia è in testa la Le Pen e in Italia – Paese fortunato, viste le alternative – i 5Stelle. Ora, si dà il caso che il governo abbia fatto marcia indietro: quindi pure Gentiloni e Delrio son diventati fascisti, populisti e squadristi? O più semplicemente ha vinto la ragione perché una materia così incandescente, che incide sulla carne viva di tante famiglie, va regolata con più prudenza e concertazione? (…).