Protagonisti del mese

25 febbraio 2017 | 8:44

Laboratorio ‘Donna Moderna’: come lavora la redazione più multimediale della Mondadori

Arriva un po’ trafelata, energica come sempre. “Sono andata a correre, se riesco lo faccio un paio di volte alla settimana”, dice. Sono passati quattro anni da quel febbraio del 2013 in cui Annalisa Monfreda è stata catapultata alla direzione di Donna Moderna. Aveva 34 anni, due figlie di cui una di un anno, una carriera iniziata da giovanissima e già la direzione di tre mensili alle spalle: Top Girl, Geo e Cosmopolitan.

Annalisa Monfreda

Dirigere Donna Moderna però è un’altra cosa, soprattutto se prendi il posto di due figure carismatiche come Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto che per 17 anni avevano diretto il giornale con pugno di ferro e una visione giornalistica potente. E, ancora, se quel giornale te lo consegnano nel pieno di una crisi epocale dei periodici, avvertendoti che un pilastro della casa editrice come Donna Moderna deve continuare a guadagnare come e più di prima malgrado la severissima potatura dei costi a cui il gruppo è sottoposto, compresi il taglio dei giornalisti in redazione e del borderò.

Eppure proprio questa complessità è all’origine di quel salto in avanti che Donna Moderna ha fatto nell’ultimo anno diventando una sorta di laboratorio per una nuova organizzazione del lavoro in redazione che, nella volontà di Ernesto Mauri, a breve sarà estesa a tutte le testate. Il punto di partenza è che tra i brand della casa editrice Donna Moderna è quello più compiutamente multimediale, con un sito web oggi al vertice della classifica Audiweb tra i femminili e che già contribuisce al 30% delle entrate complessive; un sacco di eventi da organizzare e gestire e persino una finestra in tivù con un programma su Canale 5 testato nel 2015 e uno spazio all’interno di ‘Mattino 5’ nel 2016.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 480 – Febbraio 2017

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