27 febbraio 2017 | 15:10

Il format unico dell’antipolitica nei talk show Rai si trasforma in attacchi a Renzi e Pd. Anzaldi: la Commissione di Vigilanza presti attenzione ai campanelli d’allarme di ‘Foglio’ ed ‘Espresso’ sullo squilibrio dell’informazione

“Le inchieste pubblicate su ‘Foglio’ ed ‘Espresso’, a proposito dei talk show e dell’informazione Rai, mostrano un quadro inquietante e preoccupante. Sarebbe opportuno che il tema venisse affrontato dalla commissione di Vigilanza, prima del rinnovo della concessione del servizio pubblico, con audizioni e confronti pubblici, anche in previsione dei prossimi periodi di campagna elettorale”. Così scrive su Facebook il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Il riferimento è all’indagine del ‘Foglio’ “una settimana da talk“, che apre il numero in edicola oggi, lunedì 27 febbraio, realizzata da Andrea Minuz (docente alla Sapienza di Roma) che, spiega Anzaldi, dopo “una settimana di monitoraggio intensivo dei principali talk di tutte le reti compresa la Rai, illustra ‘come si costruisce il grillismo in tv’. In pratica”, prosegue, “viene mostrato come il filo conduttore di quasi tutti i talk show sia un format unico dell’anti politica che poi si trasforma in un attacco continuo a Renzi e al Pd”.

“Sull’Espresso – prosegue Anzaldi – Marco Damilano parla di scissione e comunicazione e racconta come ‘da settimane le minoranza Pd, quelle che se ne vanno e quelle che rimangono, invadono i programmi tv, con una preferenza per la Rai e per l’ex rete del Pci-Pds, Raitre’”.

“Se da due organi di informazione – prosegue ancora Anzaldi – di orientamento diverso, come Foglio ed Espresso, arriva lo stesso campanello d’allarme sullo squilibrio dell’informazione, in particolare di quella Rai, è urgente che la questione venga affrontata seriamente, visto che fino ad oggi gli attuali vertici del servizio pubblico, dopo un anno e mezzo di mandato, non sono ancora riusciti a mettere in campo neanche un piano editoriale”.