28 febbraio 2017 | 17:43

Si scatena il dibattito politico sulla scelta di assegnare i contratti alle agenzie di stampa con un bando europeo. Decisione aberrante, dice Gelmini, mentre per Frantoianni è un’ipotesi strmpalata. La replica dai parlamentari Pd: attacchi senza conoscere la legge

“Condivido fino in fondo l’appello della Federazione Nazionale della Stampa Italiana che denuncia la scelta del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri per aver scelto un bando di gara europeo per l’assegnazione dei contratti di servizio con le Agenzie di Stampa Nazionali per l’informazione giornalistica primaria italiana a partire dal secondo semestre dell’anno 2017″.

Mariastella Gelmini (Olycom)

Così ha parlato Maristella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, che la definisce “una scelta grave che penalizza l’informazione italiana e i livelli occupazionali dei giornalisti impegnati a mantenere una informazione parlamentare e politica nel nostro Paese di qualità” e annuncia una interrogazione del gruppo FI alla Camera al governo.

“La dimensione occupazionale del settore – ricorda Gelmini - è attualmente rappresentata da 830 giornalisti articolo 1 più 1.400 giornalisti collaboratori per un totale di 2.230 giornalisti e circa 800 lavoratori del settore poligrafico per un totale occupazione di oltre 3.000 lavoratori occupati nel settore giornalistico e poligrafico”.

Per Gelmini l’ipotesi di bandi di gara europeo è “una scelta aberrante, per nulla dovuta, che rischia di mettere in ombra gli interesse nazionali qualora a gestire l’informazione primaria delle agenzie fosse un soggetto estraneo alla vita e al futuro della nostra nazione. Da notare – prosegue – che gli altri Paesi europei si guarderebbero bene dall’aprire la loro platea informativa delle istituzioni politiche a soggetti estranei al Paese”.

“Con una interrogazione del gruppo di Forza Italia”, assicura Gelmini, chiederemo al Governo, tra l’altro, di valutare le ripercussioni occupazionali; di salvaguardare gli interessi nazionali; di escludere dalle procedure relative alle agenzie di stampa i contratti di servizio senza diritto di reciprocità; di riaffermare (art.7 della Legge sull’Editoria) l’acquisto dei servizi di agenzie di stampa da parte gli Enti Locali, Regioni, Aree Metropolitane e Comuni. Tutto ciò con l’unico obiettivo di difendere l’autonomia e la completezza dell’informazione italiana”.

D’accordo con la Fnsi anche Renato Brunetta. Il capogruppo alla Camera di Forza Italia twitta: salvaguardare agenzie stampa nazionali e lavoratori del settore. Bando gara Ue penalizza realtà italiane”. E aggiunge: “Lotti batta un colpo”.

Il bando europeo è un’ipotesi “strampalata” anche per Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “siamo certi che il grido di allarme lanciato dalla Fnsi e dai cdr delle agenzie di stampa italiane sarà raccolto dal presidente Gentiloni, che conosce bene il mondo dell’informazione”.

Nicola Fratoianni (foto: Olycom)

“Un mondo dell’informazione pluralista – prosegue l’esponente della Sinistra – patrimonio del sistema Paese, che deve essere salvaguardato anche dal punto di vista occupazionale. Le strampalate ipotesi di bando europeo circolate in questi giorni tra gli ultimi alfieri del renzismo – conclude Fratoianni – lasciano il tempo che trovano, e ci auguriamo che vengano archiviate al piu’ presto”.

“Il pluralismo dell’informazione è un valore da difendere. Registriamo con preoccupazione, da qualche tempo, tentativi di mettere in crisi e ridurre gli spazi di libertà delle fonti primarie dell’informazione, le agenzie di stampa”, commenta invece il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “Non possiamo permetterci di mettere in discussione tanti posti di lavoro, ancor più perché si tratta di giornalisti che svolgono un lavoro essenziale, uno dei cardini della democrazia. Invitiamo alla cautela, dunque, ed a valutare tutti questi aspetti che diventerebbero sicuramente problematici in caso di un bando europeo”.

“Gli esponenti di Forza Italia che criticano il bando europeo sulle agenzie di stampa dimostrano di non conoscere la legge: le amministrazioni pubbliche sono obbligate a indire un bando europeo quando questo supera una certa soglia economica”, la replica dal Pd Roberto Cociancich, ricordando anche che  il Dipartimento Editoria ha “garantito il mantenimento dei fondi per il settore delle agenzie di stampa salvando in questi anni numerosi posti di lavoro, come riconosciuto dalla Fieg”. Posizione questa ribadita anche dal senatore Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama.

Roberto Cociancich (foto Olycom)

Maria Coscia, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, parla di attacchi al bando “senza conoscere la legge che lo regola”.  ”È proprio la norma, infatti – spiega – a stabilire che, superata una certa soglia, l’amministrazione pubblica è obbligata a prevedere un bando europeo. Al contrario di quanto affermano l’azione del governo è servita proprio a preservare molti posti di lavoro in questa fase difficile, attraverso il mantenimento dei fondi destinati alle agenzie di stampa”.

Sul tema si è anche espresso il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni che, a margine di un incontro con il presidente del Consiglio Gentiloni, ha ribadito di aver espresso “la nostra contrarietà”. “Anche se non abbiamo voce in capitolo – ha sostenuto l’ex ministro dell’Interno – gli ho fatto presente l’inopportunità di questa decisione della presidenza del Consiglio, perché rischia di mettere davvero in crisi il mondo dell’informazione italiana, quello delle agenzie in particolare”. “Non credo ci siano situazioni simili in Europa noi siamo sempre troppo avanti, non più avanti”.