01 marzo 2017 | 10:37

La libertà d’espressione è sacra, ma serve sempre il rispetto dell’altro, dice la presidente della Camera, Boldrini. Contro le ‘fake news’ per ora dai social solo enunciazioni: il loro impegno si capirà quanto investiranno per una soluzione

“La libertà di espressione è sacra, ma serve sempre rispetto dell’altro”. Intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5, la presidente della Camera Laura Boldrini è tornata a parlare del tema delle ‘bufale’ e dell’hate speech, che proliferano soprattutto sulla Rete, sul quale si è già pronunciata in diverse occasioni nei giorni scorsi. “Quando si scrivono dei commenti d’odio si pensi sempre che dall’altra parte c’è una persona”, ha spiegato, sottolineando come il web possa “sviluppare gli anticorpi necessari per sconfiggere violenza e odio”, ma ribadendo come anche i media tradizionali debbano “assumersi maggiore responsabilità rispetto ai contenuti che pubblicano”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

“Io non ho ragione di non fidarmi delle promesse dei social media. Ma se l’impegno è vero lo si capirà da quanto verrà investito nel realizzare una certa cosa”, ha aggiunto poi Boldrini commentando le assicurazioni dei colossi del web sul’installazione dei motori di ricerca che bloccano le ”fake news’. “Per ora ho visto solo enunciazioni di principio. Il giorno in cui vedrò che Facebook aprirà un ufficio operativo in Italia, dove, ricordo, ci sono 28 milioni di utenti, allora dirò che sta facendo sul serio e che ha intenzione di assumersi le proprie responsabilità, ma fino a quel momento avrò delle riserve”.

“Non è vero che sul web si possa scrivere qualsiasi cosa e che la libertà non ha limiti. La tua libertà di espressione trova il limite nel diritto degli altri ad essere rispettato”, ha continuato ancora. “L’appello sulla raccolta di firme ‘Basta Fake’ è uno strumento che abbiamo inteso rivolgere a tutti i cittadini. Si è cittadini responsabili, non solo quando si va a votare, ma soprattutto quando si partecipa. Più firme avremo e più avremo la forza per negoziare delle misure da mettere in campo e chi le deve mettere in campo sono dei soggetti specifici: in primo luogo la scuola e il ministro, le aziende che non devono fare più pubblicità nei siti ‘bufalari’ e poi ci sono i grandi giganti del web”.