01 marzo 2017 | 13:13

Costruire testate digitali per catturare le commissioni dei siti di ecommerce attraverso blog e recensioni è un modello di business assai rischioso. L’allarme di Skimlinks

Sempre più spesso l’editoria online guarda ai blogger e ai siti specializzati in recensioni di beni di consumo. Non lo fa solo per ampliare l’audience e alzare così il prezzo della pubblicità digitale. Ma anche per indirizzare i suoi lettori verso pagine web che contengono link ai più noti siti di ecommerce.

Il motivo di questa strategia commerciale, che ha probabilmente il pregio di non sconvolgere la natura tipicamente giornalistica di una testata online e del suo dominio sul web, è quello di aggiungere una fonte di ricavo ai bilanci del giornalismo digitale.

Alicia Navarro ceo e cofondatrice insieme a Joe Stepniewski di Skimlinks (Foto: Twitter)

Sottoscrivendo accordi di natura commerciale, infatti, i siti di ecommerce riconoscono commissioni a chi, inserendo un link speciale all’interno delle proprie pagine web, contribuisce a far concludere la transazione commerciale per un determinato prodotto venduto online, sia esso un telefonino o uno shampoo.

E’ il motivo per cui, come ricorda Niemanlab, il ‘New York Times’ ha recentemente acquistato per 30 milioni di dollari i siti di recensione ‘The Wirecutter’ e ‘The Sweethome’.

Ma c’è un rishio insito nella scelta di sposare ciecamente le pratiche di affiliate marketing, secondo Niemalab. Amazon, per esempio, ha recentemente diffuso una comunicazione in cui rendeva noto dei cambiamenti nelle commissioni finora corrisposte.

A sintetizzare le novità è stato in una comunicazione la compagnia specializzata in soluzioni di affiliate marketing Skimlinks, che lavora, tra gli altri, con ‘Vox’, ‘New York Magazine’ e ‘The Wirecutter’.

In pratica, per alcune categorie merceologiche, sono state sensibilmente ridotte le commissioni corrisposte – mentre per altre aumentate – e soprattutto le commissioni non saranno più parametrate ai volumi di vendita. Ma saranno commissioni standard a prescindere dal numero di oggetti venduti grazie ai link speciali inglobati nei siti. Con conseguenti minori ricavi di quanto atteso dagli editori.

Ecco perché affidarsi esclusivamente a modelli di business di affiliate marketing espone gli editori a cambianeti difficili da prevedere, con il rischio di guadagnare meno di quanto ci si potevano aspettare.

(Foto: Olycom)